I viola si qualificano per il terzo anno consecutivo

Fiorentina di nuovo in Europa League: vince a Palermo (2-3) e potrebbe anche arrivare quarta. Gol di Ilicic, Gilardino e Alonso. Arbitro disastroso. Pagelle

di Sandro Bennucci - - Primo piano, Sport

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Ilicic abbracciato dai compagni dopo il primo gol viola a Palermo. Anche i suoi ex tifosi rosanero, alla fine, l'hanno applaudito

Ilicic abbracciato dai compagni dopo il primo gol viola a Palermo. Anche i suoi ex tifosi rosanero, alla fine, l’hanno applaudito

PALERMO – Dimostra qualità e amor proprio, la Fiorentina. Vince a Palermo nonostante un arbitraggio che rasenta lo scandalo (soprattutto per aver annullato un gol regolarissimo ai viola sull’uno a due) e torna ufficialmente in Europa League. Al 90% conquisterà il quinto posto, ma potrebbe insidiare addirittura il quarto, che dà accesso direttamente ai gironi di Europa League, se battesse il Chievo e, contemporaneamente, il Napoli dovesse essere battuto dalla Lazio nell’ultima di campionato. Il Genoa sembra fuori dall’Europa League perché non ha la licenza Uefa, ma se gliela concedessero in extremis? La Fiorentina deve battere il Chievo per non ciorrere rischi. E anche per sperare nel colpo di fortuna: ossia un successo della Nazio al San Paolo. Cosa da non escludere a priori, specie se il derby, domani, dovesse essere vinto dalla Roma e la squadra di Pioli non fosse certa del terzo posto. Riguardo alla Fiorentina, malissimo che vada sarebbe sesto posto (ma speriamo ardentemente che vada meglio…): ed è il terzo anno consecutivo che i viola conquistano il diritto di andare in Europa. Non è la Champions pronosticata da Andrea Della Valle nell’estate 2014, ma si tratta comunque di un buon traguardo. Specie se sommato alle due semifinali di Coppa. Che dite? C’è delusione per non aver conquistato nemmeno una finale e non averla alzata, una Coppa? Ovvio che sì. Però la squadra ha saputo reagire alla delusione e alle polemiche. A Palermo abbiamo visto una buona Fiorentina, non c’è dubbio. Che avrebbe meritato di chiudere la partita prima, e quindi di conquistare i tre punti senza l’affannosissimo finale, se l’arbitro Giacomelli di Trieste non ne avesse combinata una dietro l’altra. Andiamo in ordine cronologico: ha ammonito il palermitano Rigoni solo al terzo fallo clamoroso, permettendogli di restare in campo e segnare, nella ripresa, ilgol del momentaneo due a due. Quindi ha annullato (come accennato) un gol regolarissimo di Gonzalo per un presunto fallo di Gilardino, del tutto ininfluente sull’azione del gol del difensore viola. A sua parziale discolpa va detto che la segnalazione è venuta da Pairetto, giudice di porta. Ma lui dov’era? E ancora: nel finale, dopo aver concesso 5’ di recupero assolutamente generosi (sic!), ha espulso Kurtic per una doppia ammonizione a pochi secondi l’una dall’altra. Un doppio giallo capace di dimostrare le sue contraddizioni nei giudizi. I falli di Rigoni li ha giudicati in un modo e quelli di Kurtic in un altro. Potrei continuare a fare l’elenco degli errori arbitrali, ma preferisco invece tessere gli elogi di una Fiorentina capace, stavolta, di giocare una partita volitiva, non senza qualche clamoroso errore difensivo, ma in ogni caso da elogiare. Una Fiorentina in grado risorgere prorpio in fondo, nonostante le polemiche e le incertezze sul futuro di Montella e di tanti giocatori. Fatemelo dire: a Palermo i viola hanno onorato la maglia per la dedizione e l’impegno dimostrati. Tre punti meritati. Il giudizio sui singoli? Vi rimando alle pagelle. Auspicando che, in questa settimana, la società cominci a fare chiarezza su che cosa vuol fare: soprattutto se vuol confermare Montella o se, invece, pensa di affrontare la nuova stagione con un cambio in pnchina.

GIACOMELLI – Avvio con un minuto di raccoglimento con due motivazioni: il centenario dell’entrata dell’Italia nella prima guerra mondiale e i ventitre anni dalla strage di Capaci, nella quale furono uccisi il giudice Falcone, sua moglie e gli uomini di scorta. Il Palermo saluta il gioiello Dybala, che andrà alla Juve e gioca l’ultima partita davanti ai suoi tifosi con la fascia di capitano.  Nella Fiorentina, a sorpresa, gioca anche Pizarro che sembrava non dovesse nemmeno partire per la Sicilia. Ma c’è una ragione: alla vigilia Montella, come del resto tanti altri allenatori, si diverte a rimescolare le carte. Questa potrebbe essere la sua ultima panchina in trasferta come allenatore dei viola. Davanti un tridente assai flessibile: Gilardino, Salah e Ilicic, l’ex di turno,  che fluttua nella fascia di tre quarti. Schermaglie per dieci minuti. Poi diventa protagonista in negativo l’arbitro Giacomelli: Rigoni attacca Mati Fernadez alle spalle, lo stende volutamente, ma se la cava solo con una punizione. Incredibile! Perché, arbitro Giacomelli, non alza il cartellino davanti a una bruttura del genere? Non finisce qui. Rigoni, graziato una volta, attacca anche Pizarro da dietro e se la cava, di nuovo senza nemmeno un richiamo verbale. Ma ha dimenticato il cartellino negli spogliatoi? Quindi un botta e risposta, però senza nulla di fatto. Al 15’ pericoloso il Palermo: cross di Lazaar da sinistra, girata di testa di Della Rocca per la parata di Neto. Un attimo dopo, su improvviso rovesciamento di fronte, Ilicic calcia di poco a lato.

ILICIC – La Fiorentina tiene abbastanza bene il campo, cresce e va in gol. Segna Ilicic, che non esulta. Gran gol. E’ il 23’: Salah  portando, avanti un bel pallone, difendendolo dall’attacco dei difensori e trovando Ilicic pronto, e solo, sull’angolo sinistro del limite dell’area. Lo sloveno ha la possibilità di aggiustarsi il pallone e indirizzarlo nell’angolo alto alla destra di Sorrentino. Portiere in ritardo sul tiro? No, davvero un gol bellissimo di Ilicic. Prima fischiato eppoi sportivamente applaudito dai tifosi palermitani. Che però hanno la possibilità di esultare qusi subito per il pareggio. Che arriva al 26’: Pizarro scivola in area, calciando male un pallone che finisce indietro, poco entro l’area viola, dove arriva Jajalo. Che è incredulo per il gran regalo, ma non ha esitazione a tirare scaraventando la sfera all’incrocio dei pali. Uno a uno. Dopo lo sloveno segna il croato. Per uno svarione di Pizarro che, semmai, può avere l’attenuante di essere scivolato. Però… Il Palermo insiste e Della Rocca potrebbe raddoppiare.

GILARDINO – Quindi esce Salah, che aveva lamentato un dolore alla coscia destra prima di servire il magnifico assist del gol per Ilicic. Entra Joaquin. Che ha subito il tocco fatato: offre un bel pallone a Mati che da oltre 20 metri tira, incocciando felicemente Gilardino che devia in rete. E’ il 33’: Fiorentina in vantaggio. Per Gilardino si tratta del 178° gol in campionato. Poco dopo Giacomelli ammonisce finalmente Rigoni. Ma passa pochissimo e l’arbitro prende un abbaglio colossale: la Fiorentina segna il terzo gol con Gonzalo, capace di sfruttare un calibratissimo cross a centro area di Pasqual. Ma l’ineffabile Giacomelli, incredibilmente, annulla. Motivo? Una chiamata di Pairetto, giudice sulla linea di fondo. Che cosa ha visto Pairetto? Forse una sgomitata fra Gilardino e un difensore del Palermo, del tutto ininfluente. Gonzalo chiede perché, ossia come mai il suo gol è annullato. E Giacomelli si distingue per l’ennesimo capolavoro: ammonisce lo stupito difensore viola per proteste. Ma perché la classe arbitrale ci propina spettacoli così penosi, che denotano scarsissima professionalità, se non addirittura ignoranza del regolamento? E tutto questo non solo perché la Fiorentina, con il regolarissimo gol di Gonzalo, avrebbe praticamente chiuso la partita, ma anche perchè  si rischia di falsare il campionato nei momenti decisivi, con incidenza diretta sulle posizioni della classifica finale. No, signori della Can: ora avete realmente passato il segno.

NETO – Ovvio che un gol regolarissimo, annullato in maniera così incredibile, incida sugli equilibri della partita. L’augurio è che la Fiorentina non s’innervosisca, non cada nella trappola della protesta e dello spirito di rivalsa. Dovranno essere i Della Valle, a posteriori, a farsi sentire in Federazione, in Lega e anche nei confronti della Can. I viola tornano in campo comunque convinti a vincere. Il quarto uomo, informalmente, giustifica l’annullamento del gol: fallo di Gilardino sul difensore. Un fallo, se c’è stato, assolutamente ininfluente sull’azione del gol. Pasqual cade male: guaio a una caviglia. Sembrerebbe una cosa seria, ma il stupisce tutti: dopo pochi istanti è di nuovo in campo. Però Montella fa scaldare Alonso. La Fiorentina mantiene il predominio a centrocampo. Viola ficcanti con Joaquin (17’) che mette in azione Ilicic che mette in mezzo per … nessuno. Poi (20’) è Neto a compiere un mezzo miracolo nel deviare in angolo un colpo di testa ravvicinato di Belotti su traversone millimetrico di Della Rocca da sinistra.

ALONSO – E arriva la sostituzione di Pasqual: entra Marcos Alonso. E’ il 23’. Sessanta secondi dopo, Alonso è in mezzo all’area, tocca male, gli altri dormono, il portiere non esce e Rigoni la mette dentro. Due a due. Non è possibile prendere gol così. Stavolta fra i colpevoli c’è anche Neto. Bravbo invece l’altro portiere, Sorrentino (26’) a respingere alla disperata, con la punta del piede, il tiro di Joaquin protagonista di una splendida azione personale in ripartenza. Ma passano 7’ e il gol viola arriva: punizione di Ilicic, pallone in area per Gilardino che tocca con la nuca, liberando Alonso, che si butta sul pallone e lo mette dentro con un gran tiro d’esterno destro. E’ il terzo gol viola, un gol che dimostra la gran determinazione dei viola di voler vincere questa partita, mettendo l’ipoteca sul quinto posto e puntando addirittura al quarto. Se il Napoli dovesse perdere l’ultima con la Lazio…  Entra Borja Valero al posto di Ilicic. Che esce fra gli applausi del pubblico palermitano, standing ovation tutto sommato meritata per lo sloveno. Che è sicuramente bravo, ma ha un difetto: è permaloso e troppo spesso entra in rotta i collisione con il pubblico, cosa che un professionista non deve fare mai.

RISSA – Ultimi minuti con il Palermo che pressa. Quindi nuovo scandalo: 5’ di recupero. Troppo generoso, diciamo così. E non basta ancora: Kurtic prima viene ammonito in maniera discutibile. Poi commette un altro fallo. E Giacomelli alza il rosso. Fiorentina schiacciata e in dicie neòl convulso finale. Fino a una quasi rissa quando Quaison, anticipato da Neto, travolge comunque il portiere. Neto si arrabbia. Anche con Dybala, suo futuro compagno di squadra nella Juve. Giacomelli, incorreggibile, ne fa un’altra: ammonisce Quaison e, incredibile, anche Neto. Fortunatamente il cronometro gira e il 95’ è già passato quando l’arbitro finalmente  prende la decisione giusta: fischia la fine.

Palermo – Fiorentina

Palermo (3-5-2) Fiorentina (4-3-3) 
Sorrentino6Neto5,5
Vitiello (nel st dal 14' Belotti, 6,5)5,5Tomovic6
Andeljovic5,5Gonzalo Rodriguez6
Lazaar (nel st dal 32' Deprelà, sv)6Savic6,5
Jajalo6,5Pasqual (nel st dal 23' Alonso, 7)6,5
Della Rocca (nel st dal 21' Rispoli, 5,5)6Mati Fernandez5,5
Rigoni6Pizarro5,5
Quaison5Kurtic6
Gonzales Castro5Salah (nel pt dal 30' Joaquin, 6,5)6,5
Vasquez5,5Ilicic (nel st dal 40' Borja Valero, sv)7
Dybala5Gilardino6,5
All.: Beppe Iachini6All.: Vincenzo Montella6,5
Arbitro:Giacomelli di Trieste4,5
Marcatorinel pt al 23' Ilicic, al 26' Jajalo, al 33' Gilardino; nel st al 24' Rigoni, al 33' Alonso
NoteEspulso: Kurtic per doppia ammonizione. Ammoniti: Rigoni, Gonzalo Rodríguez, Pasqual, Quaison, Neto

 

 

 

 

 

 

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Sandro Bennucci

Sandro Bennucci

Direttore del Firenze Post
sandro.bennucci@firenzepost.it

Commenti (1)

  • Pierluigi

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    Ogni lasciato è perso, diceva un antico proverbio…..
    Se dei nove punti lasciati con Parma, Cagliari e Verona ne avessimo per lo meno 5, il discorso sarebbe un altro….
    Ma del senno di poi son piene le fosse, diceva un altro proverbio…
    Auguri per la prossima stagione.

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