Durante un forum organizzato a La Nazione

Elezioni regionali, Toscana 2015: faccia a faccia duro fra Enrico Rossi (Pd) e Stefano Mugnai (Forza Italia) come pugili al peso, prima del match

di Redazione - - Cronaca, Politica, Primo piano

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Elezioni regionali, si vota il 31 maggio

Elezioni regionali, si vota il 31 maggio

FIRENZE – Toni accesi, risposte in alcuni casi ruvide. E nessuna stretta di mano. Questo, in sintesi, l’esito del faccia a faccia, organizzato a Firenze da La Nazione, tra i candidati a governatore Stefano Mugnai (Fi) e il presidente uscente della Toscana, Enrico Rossi. Alla presenza del direttore del quotidiano Pierfrancesco De Robertis, i due contendenti si sono misurati come di solito fanno i pugili al peso, prima del match, soprattutto sui temi della sanità, dei profughi, dei rom.

Enrico Rossi

Enrico Rossi

Rossi ha più volte accusato il suo avversario di non raccontare la verità sui dati della sanità, a partire dai ticket arrivando a consigliare all’avversario di «dormire più sereno, se dici verità sul ticket ti pago caffè». Mugnai dal canto suo ha scelto di rimproverare al governatore la gestione e la riforma della sanità e anche la foto recentemente scattata da Rossi in compagnia di una famiglia rom sua vicina di casa, definita «un atto politico».

 

Stefano Mugnai

Stefano Mugnai

Ma è stata soprattutto la questione dell’Asl di Massa a infiammare gli animi dei due candidati. «Meglio un candidato calvo – ha detto ancora Mugnai in riferimento alla propria calvizie che Rossi ha sottolineato in campagna elettorale – che indagato, perché sull’Asl di Massa Rossi è indagato». Il governatore ha subito replicato: «Lascia che sia la procura a determinare la questione, il buco dell’Asl di Massa non c’è più e noi l’abbiamo risolto. Noi siamo gli unici in Italia che abbiamo fatto la certificazione dei bilanci delle Asl».

«Vi condannate alla minoranza assoluta – ha concluso il governatore uscente – e non raggiungerete il 10%, da voi arrivano solo insulti e attacchi personali». Il battibecco tra i due contendenti è poi continuato anche al termine del dibattito, a microfoni spenti, in un certo senso arginato dalla presenza dei giornalisti, fino a quando i due candidati sono andati via senza stringersi la mano.

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