È intervenuto il ministro della Difesa Pinotti

Firenze, consegnate al comune le chiavi dell’ex caserma Gonzaga. Presto un bando internazionale per la riqualificazione

di Sandro Addario - - Cronaca

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da sinistra il sindaco Dario Nardella, il direttore dell'Agenzia del Demanio Roberto Reggi, il ministro della Difesa Roberta Pinotti, l'assessore comunale Titta Meucci

da sinistra il sindaco di Firenze Dario Nardella, il direttore dell’Agenzia del Demanio Roberto Reggi, il ministro della Difesa Roberta Pinotti, l’assessore comunale Titta Meucci

FIRENZE – Consegna simbolica delle chiavi dell’ex caserma Gonzaga al comune di Firenze. La storica struttura militare, nei pressi di Scandicci e già sede fino al 2008 del disciolto 78° Reggimento «Lupi di Toscana» è stata oggi 27 maggio ceduta dall’Agenzia del Demanio al Comune di Firenze. Presenti alla breve cerimonia il ministro della Difesa Roberta Pinotti, il sindaco di Firenze Dario Nardella e il direttore dell’Agenzia del Demanio Roberto Reggi.

«Dopo l’estate verrà indetto un bando internazionale – ha detto Nardella – per la presentazione di progetti di social housing», la versione XXI secolo di quella che un tempo si chiamava edilizia popolare. Un’area di oltre 35 ettari, quella della Gonzaga (al confine tra il comune di Firenze e quello di Scandicci) dove – dopo la chiusura nel 2008 – di agibile c’è rimasto ben poco. Neppure i bagni con i relativi accessori, neppure un etto di rame tra tubazioni e grondaie. Vandali e ladri di turno non hanno lasciato niente, all’interno di una struttura che un tempo ospitava fino a 3000 militari.

I più interessati (e preoccupati) al destino dell’area ex Gonzaga sono gli abitanti di due palazzine situate nella piazza, dove c’era l’ingresso principale della caserma. Una piazza senza nome (fa parte di via di Scandicci, tra il civico 320 A e il C, una sorta di braccio morto) dove di notte è buio assoluto, tanto che sono stati gli stessi condomini a installare e pagare la corrente elettrica di quattro fari, sul tetto di uno stabile per illuminare parzialmente la piazza. Che di notte è meta, nella migliore delle ipotesi, di coppiette in cerca di intimità. Nel luglio 2013 nella zona fu trovato anche il corpo carbonizzato di un 24enne albanese.

La visita di oggi 27 maggio del ministro della Difesa Pinotti a Firenze fa seguito al protocollo firmato un anno fa con il Comune (alla vigilia delle elezioni europee) per la «razionalizzazione e valorizzazione di alcuni immobili militari» presenti in città. «Impegno mantenuto – ha commentato la Pinotti – un anno fa ci eravamo dati 12 mesi per arrivare ad un punto sulla valorizzazione delle caserme dismesse. Firenze è la prima città dove questo viene applicato. Come Difesa siamo molto soddisfatti di aver trovato la strada strada giusta per dismettere patrimonio non più fondamentale per la Difesa, ma che può diventare fondamentale per riallocare funzioni dello Stato o di altri enti».

La visita-sopralluogo del ministro, dopo la Gonzaga, è proseguita poi a Villa Banti, l’elegante edificio nel viale Segni un tempo sede di un comando della Finanza e di alloggi per militari ormai però dismesso da anni. sarà messa all’asta nell’ambito della vendita già in atto di circa 3000 alloggi della Difesa in tutta Italia. Terza tappa al comprensorio dell’ex ospedale militare di San Gallo: circa 16 mila metri quadrati, ceduti nel 2014 – dopo la cancellazione della destinazione d’uso come area militare – alla Cassa Depositi e Prestiti, che emetterà a breve un bando per la progettazione di insediamenti abitativi civili.

Villa Banti ex edificio militare in viale Segni a Firenze

Villa Banti ex edificio militare in viale Segni a Firenze: sarà messo all’asta

La visita del ministro Pinotti all'ex ospedale di san Gallo. A sin il generale Giuseppe Adami a destra il sindaco Dario Nardella

La visita del ministro Pinotti all’ex ospedale di san Gallo. A sin il generale Giuseppe Adami a destra il sindaco Dario Nardella

 

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Sandro Addario

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Commenti (1)

  • Pierluigi

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    Ho svolto una parte del mio servizio militare 60 anni fa proprio nella caserma dei Lupi di Toscana, ed una foto sul giornale La Nazione mi raffigura mentre montavo la guardia per l’anniversario del 4 novembre,
    quindi i rimpianti sono molti.
    Hanno ridotto la zona un vero cesso, e fra 5 anni, tra bandi, progetti e realizzazioni non realizzate sarà ancora così, come quasi tutte le “grandi opere fiorentine”.
    Che pena !

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