Siglata un'intesa al Ministero dello sviluppo economico

Piombino, Acciaierie: fatto l’accordo con Cevital per la riassunzione di 2.200 operai ex Lucchini. La firma il 3 giugno

di Redazione - - Cronaca, Economia

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Il Consiglio regionale mette al centro dei propri lavori il futuro della Lucchini

Lucchini di Piombino

PIOMBINO – Per la firma finale dell’intesa sarà necessario attendere il 3 giugno, ma le premesse per un accordo che spiani la strada al passaggio dell’impianto Lucchini di Piombino al gruppo algerino Cevital sembrano ormai già delineate. Dopo una maratona durata fino a notte inoltrata, al tavolo del ministero dello Sviluppo economico a Roma i rappresentanti dei sindacati Fiom-Cgil, Fim-Cisl, Uilm-Uil e Ugl metalmeccanici con i rappresentanti di Cevital hanno infatti firmato un “verbale d’incontro” che mette le basi perché mercoledì prossimo, a Piombino, si sottoscriva il testo d’intesa.

“Permangono alcuni aspetti su cui ricercare una definitiva composizione che le parti si sono esplicitamente riservate di raggiungere”, recita un comunicato del ministero. Più espliciti i sindacati. Per la Cgil Salvatore Barone parla di “intesa raggiunta” per il passaggio di tutti i 2.200 lavoratori Lucchini alla nuova società, un passaggio graduale che dovrebbe completarsi entro il dicembre 2016. Sanciti anche il trasferimento dei rami d’azienda e quindi l’avvio delle nuove attività siderurgiche, di logistica e agro-industriali, sulla base del piano industriale concordato, che prevede investimenti
per 700 milioni di euro.

“Il risultato non sembrava così scontato, ma contiene – afferma Mirko Lami, operaio Lucchini ora nella segretaria toscana di Cgil – il contratto nazionale, la mensa, la Cassa mutua integrativa per gli iscritti, gli scatti di anzianità, le maggiorazioni notturne superiori al Ccnl ma soprattutto l’assunzione di tutti entro dicembre 2016”. “Abbiamo firmato un verbale di incontro sofferto, ma il testo getta le basi per raggiungere il nostro obiettivo prioritario, ridare un futuro alle acciaierie di Piombino e a tutti i suoi lavoratori”, afferma il segretario Ugl, Ermenegildo Rossi. “Siamo vicini a un accordo che farà ripartire Piombino”, sottolinea Fausto Fagioli di Fim-Cisl. Lorenzo Fusco della Uilm indica i prossimi passaggi: dopo l’incontro del 3 giugno tra sindacati nazionali e territoriali, istituzioni e azienda, il 4 si terranno le assemblee in fabbrica e immediatamente dopo partirà il referendum tra i lavoratori.

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