Domenica si vota dalle 7 alle 23

Toscana, elezioni regionali: Renzi «benedice» Rossi ma l’incubo è l’astensionismo (e il voto disgiunto)

di Redazione - - Cronaca, Politica

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Conclusione della campagna per Enrico Rossi, con Matteo Renzi al Puccini

Conclusione della campagna per Enrico Rossi, con Matteo Renzi al Puccini (foto Twitter – Enrico Rossi)

FIRENZE – È ormai il countdown finale per il voto di domenica 31 maggio. Nel venerdì pre-elettorale, si sono svolti comizi e appelli di chiusura per i candidati governatore in Toscana.

ASTENSIONISMO – In una regione dove le percentuali di votanti sono sempre state storicamente alte adesso c’è però l’incubo della crescita dell’astensionismo. E c’è chi paventa il rischio che possa essere abbattuta, verso il basso, la soglia psicologica del 50%, seguendo un trend che nelle precedenti due tornate regionali ha visto l’adesione al voto calare di dieci punti ogni volta. Sopra il 70% nel 2005 e appena sopra il 60% cinque anni fa.

BALLOTTAGGIO – Dopo che gli stessi bookmakers danno per vincente il favorito Enrico Rossi, presidente uscente e candidato alla rielezione sostenuto dal Pd, la sfida sua ma soprattutto dei suoi competitors è quella del ballottaggio, previsto dalla legge elettorale della Toscana nel caso in cui nessun candidato riesca a raccogliere il 40% dei consensi. Così Rossi tenta di aumentare la sua soglia di sicurezza che lo allontani il più possibile da quella percentuale e gli sfidanti inseguono il secondo turno. A crederci sono il M5s che ha partecipa per la prima volta alle regionali toscane dopo la vittoria alle comunali di Livorno un anno fa e che schiera Giacomo Giannarelli. Ma anche la Lega Nord con Claudio Borghi, Forza Italia con Stefano Mugnai, Giovanni Lamioni sostenuto da Area Popolare e liste civiche e Gabriele Chiurli, ex leghista che ha varato la sua formazione battezzandola con il nome «Democrazia diretta», e Tommaso Fattori con «Sì-Toscana a sinistra» che si propone di raccogliere i consensi della sinistra con l’endorsment di Podemos giunta dalla Spagna.

VOTO DISGIUNTO – Ma Enrico Rossi, oltre che con l’astensionismo che – se raggiungerà livelli molto alti – dovrà spingere soprattutto il Pd ad una riflessione dopo il campanello d’allarme suonato un anno fa in Emilia Romagna, potrebbe avere a che fare anche con un altro fenomeno che rappresenta una incognita, quello del voto disgiunto tra candidato governatore e liste di altri schieramenti, anch’esso previsto dalla legge elettorale toscana. Un voto che potrebbe mischiarsi tra quello di chi sceglierà Rossi come successore di sè stesso ma vorrà anche dipingere più di rosso il consiglio regionale votando la lista della sinistra-sinistra o, viceversa, di chi convergerà su Fattori, ma senza “tradire” il voto per le liste del Pd.

MATTEO RENZI CONTESTATO – A tirare la volata al governatore uscente è arrivato stasera in un Teatro Puccini gremito il premier Matteo Renzi. Grandi abbracci e sorrisi, anche se un pò tirati, col presidente della Regione a caccia della riconferma, mentre fuori, tenuti a distanza da un cordone delle forze dell’ordine, circa un centinaio di appartenenti a sigle antagoniste, tra cui il Movimento di lotta per la casa, contestava il presidente del Consiglio con slogan e lo striscione «Sgomberiamo Renzi». Dopodiché i manifestanti hanno improvvisato un corteo nella zona di Novoli, durante il quale non si sono verificati disordini. Ma disagi al traffico sì. Tutta la zona, già gravata dai cantieri della tramvia, è rimasta bloccata. I vigili hanno deviato la circolazione e in tanti hanno protestato per non essere riusciti a raggiungere il Teatro dell’Opera in tempo per lo spettacolo serale. A contestare Renzi fuori dal Puccini anche un gruppo di mamme contro l’inceneritore e un gruppo di insegnanti precari.

«VOGLIO I VOTI DELLA DESTRA» – «Se non ci sono a questo giro i delusi del centrodestra quando mai ci saranno? Quindi dobbiamo andare a prenderceli, e lo dobbiamo fare su temi considerati di altri», ha detto Renzi al Puccini. «Per esempio – ha aggiunto – la sicurezza è considerata un tema di destra; ma Berlusconi ai poliziotti ha bloccato lo stipendio, glielo abbiamo sbloccato noi».

M5S, TELEFONA GRILLO – L’altro big nazionale atteso a Firenze era Beppe Grillo. Ma il leader pentastellato si è limitato a telefonare ai grillini riuniti al piazzale Michelangelo per la chiusura della campagna del candidato presidente Giacomo Giannarelli. «C’è questo piccolo intoppo – ha detto Grillo – di doversi svegliare per andare a votare. È l’ora di decidere contro chi ha preso in giro troppo questo Paese. Occorre rovesciare il mondo e guardare la verità: entriamo nelle Regioni, specialmente in Toscana, sapete quello che ho fatto con Mps. Fate entrare in Regione il M5S e sarà una cosa straordinaria».

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