Tarda il decreto che defiscalizza i premi di risultato

Fisco: i ritardi del governo impediscono alle aziende di premiare i dipendenti

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

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Il fisco risponde in 10 giorni

fisco, il moloch che ci angustia

Nel 2015 i lavoratori più bravi rischiano di non essere premiati a causa del Fisco. Non è ancora arrivato infatti il decreto che da il via libera alla detassazione Irpef sui premi di risultato. Vediamo quindi come verrà decurtata la busta paga.

PRODUTTIVITÀ – Nel 2014 i premi di produttività, ovvero legati al buon risultato dell’azienda, beneficiavano di una tassazione agevolata. Sconto che ad oggi non è confermato, con un sensibile impatto negativo sulle tasche dei lavoratori. Perché, se nel 2014 si applicava un’aliquota del 10%, quest’anno l’imposta sarà quella ordinaria. Il calcolo della sforbiciata che attende le buste paga è semplice da fare. Nel caso di un reddito di 28mila euro e 3.000 euro di premio, resterà in tasca 1.860 euro (si applica l’aliquota del 38%) contro i 2.700 del 2014 (aliquota fissa del 10%).

UIL – In media, secondo una stima della Uil Toscana, il reddito del lavoratore subirà una perdita media di circa 1.500 euro. A meno che il governo non promulghi il decreto necessario in modo che i premi di risultato non siano nuovamente detassati, come previsto nella legge di stabilità del 2012.

LIMITE – Nel 2014 il limite di reddito per beneficare del super sconto era di 40mila euro, dunque comprendeva un’ampia platea di dipendenti. L’importo massimo della retribuzione di produttività agevolabile fissato a 3.000 euro, su cui veniva applicata un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle varie imposte regionali e comunali, pari al 10%.

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Camillo Cipriani

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