Dalla Procura della Repubblica di Firenze

Riciclaggio, indagata Bank of China di Milano per trasferimenti illeciti di denaro dalla Toscana

di Redazione - - Cronaca

Stampa Stampa
L'attività dei money transfer cinesi nel mirino della Guardia di Finanza

L’attività dei money transfer cinesi nel mirino della Guardia di Finanza

FIRENZE – Trasferimento illecito di 2,2 miliardi di euro da Firenze e Prato verso la Cina, attraverso agenzie di «money transfer». Con questa accusa è finita nel mirino dalla procura della repubblica di Firenze la filiale di Milano della Bank of China, insieme a quattro suoi dirigenti. nell’ambito di indagini antiriciclaggio condotte dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Firenze. La vicenda risale al periodo tra il 2007 e il 2010 attraverso agenzie di money transfer di Firenze e Prato.

Sono già 24 le persone arrestate e 581 quelle denunciate – tra il 2011 e il 2012 -nell’ambito dell’inchiesta della procura di Firenze in corso da anni e culminata nelle operazioni «Cian Liu», «Cian Ba 2011» e «Cian Ba 2012» della Guardia di Finanza. Fu accertato che almeno 4,5 miliardi di euro erano stati trasferiti in Cina in modo illecito.

Ora, secondo l’accusa, la Bank of China avrebbe violato le norme antiriciclaggio, rendendo possibile l’illecito trasferimento in Cina di denaro ricevuto dalla società finanziaria «Money2Money», per un totale di 2,2 miliardi di euro, e ricavandone un profitto di 758mila euro derivante dalle commissioni. In particolare, tra il 2007 e il 2010 i quattro funzionari indagati avrebbero permesso alla «Money2Money» di inviare denaro in Cina occultandone sia la reale provenienza che la destinazione, consentendo, a fronte di ingenti commissioni, il frazionamento dei trasferimenti in tranche da 1.999 euro ciascuna, al di sotto della soglia dei 2mila euro consentita dalla legge.

Gli indagati avrebbero inoltre omesso di segnalare sia le operazioni sospette che quelle evidentemente contrarie alla normativa di settore. Agendo in questo modo, la «Bank of China Ltd Milan Branch» avrebbe contribuito a rafforzare ed agevolare l’organizzazione criminale poi smantellata dalle Fiamme gialle. Secondo quanto accertato nel corso delle indagini, il denaro riciclato rappresentava parte dei proventi dovuti a evasione fiscale, appropriazione indebita, sfruttamento della manodopera clandestina, commercio di merce contraffatta ed altri reati.

 

Tag:, ,

Commenti (1)

  • Arcangelo

    |

    Si bella operazione, ma i soldi, non ho capito dove sono finiti, se quando iniziamo le inchieste a quando fanno gli arresti, già sono spariti i soldi. Non solo i cinesi spediscono soldi. Pakistani, indiani, insomma tutti, questo è il paese della cuccagna.

    Rispondi

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.