L'analisi dell'Associazione dei commercianti

Confcommercio: s’intravede la crescita, ma ci vorranno 15 anni per tornare al livello del 2007

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia

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Carlo Sangalli

Carlo Sangalli

ROMA – L’Ufficio studi della Confcommercio, in occasione dell’assemblea annuale., ha portato alcune buone novelle per il Governo: migliorano i consumi, con una crescita congiunturale ad aprile dello 0,5%, la più elevata degli ultimi due anni, dopo il -0,1% di marzo, mentre l’incremento tendenziale è dello 0,8% (+0,4% a marzo).

CRESCITA – La crescita deriva da un aumento della domanda sia di servizi (+0,6%) e sia di beni (+0,4%), in particolare i beni e i servizi per la mobilità (+2,5%), grazie al buon andamento delle vendite di auto ai privati, gli alberghi, i pasti e i consumi fuori casa (+0,9%) e i beni e i servizi per le comunicazioni (+0,6%). Stabile invece rimane la domanda di alimentari, bevande e tabacchi e quella dei beni e servizi per la casa.

GELO – Dopo le buone notizie, una previsione che gela gli entusiasmi: agli attuali tassi di crescita di pil, consumi e reddito disponibile, solo tra 15 anni, nel 2027, si tornerà al pil pro capite del 2007. La spesa delle famiglie pre-crisi si rivedrà nel 2030. Il reddito disponibile nel 2034.

CONSUMI – «Nel 2015 il pil crescerà dell’1,1% e i consumi dell’1,2%», stima Confcommercio, che vede poi nel 2016 il pil crescere dell’1,4% e i consumi dell’1%. «La ripresa c’è, ma restano dubbi sulla sua intensità», segnalano i commercianti, a maggio si è registrato un calo della fiducia di famiglie (-2,1%) e imprese (-0,1%). Sono flessioni attribuibili al contesto interno e tali preoccupazioni «sono la principale insidia alla trasformazione della ripresa statistica in vera crescita economica».

PRESIDENTE – Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel messaggio rivolto al presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, ha sottolineato che ci «sono segnali che suonano d’incitamento a proseguire le azioni per riformare la pubblica amministrazione e razionalizzare la spesa pubblica, semplificare le regole, garantire la legalità, liberare risorse per investire innovazione, istruzione e formazione». Una visione forse troppo ottimistica, che viene in aiuto all’azione del governo, visto che anche nell’ambito della disamina di Confcommercio molte ombre continuano a profilarsi, anche se si intravede la ripresa.

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Camillo Cipriani

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