Firenze: dopo un quarto d'ora barboso e violento è venuta fuori una bella partita

Calcio storico: i Verdi conquistano la finale del 24 giugno. Rossi battuti (3 cacce e mezza a 2 e mezza) dopo una gran rimonta

di Sandro Bennucci - - Cronaca, Cultura, Primo piano, Sport

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Calcio storico 2015: semifinale Verdi-Rossi

Calcio storico 2015: semifinale Verdi-Rossi

FIRENZE – La mia reazione, dopo i primi 15 minuti dei 50 regolamentari, è stata d’irritazione: per via dei violenti testa a testa a metà campo, come isolati match di pugilato calati nella partita, e palla fatta girare sì ma fra i calcianti della stessa squadra. E’ vero che il nuovo regolamento impone all’arbitro d’intervenire solo se c’è uno che si mette il pallone sotto braccio e se lo porta a spasso senza passarlo. Ma è altrettanto vero che non è per nulla spettacolare, anzi decisamente stucchevole, la melina fra giocatori dello stesso colore, protetti dai compagni che impediscono agli avversari di avvicinarsi a chi ha il pallone. Perché l’arbitro, Lorenzo Livolsi, non è intervenuto per lanciare ripetutamente la palla in aria, facendo cessare la melina? Da fiorentino nato, cresciuto e… peggiorato in questa città, conosco il calcio storico da quasi 60 anni, ne ho viste di tutte. E  mi sono detto: ecco, fatta la (nuova) legge, trovato subito l’inganno. Anche il capo del Calcio storico, Michele Pierguidi, credo abbia ansimato in quel quarto d’ora.

ESPULSIONI – Invece, dal quindicesimo minuto in poi, la partita è cambiata, quasi per incanto. Ma soprattutto per merito dei calcianti, forse stufi anche loro di quella melassa. Ci sono state cinque espulsioni a raffica (tre verdi e due rossi), qualcuna anche discutibile, per colpi proibiti o da dietro. Le squadre si sono aperte, mostrando fisicità, ovvio, ma anche buona preparazione atletica e anche gioco finalmente ficcante e piacevole. Significa che, per quasi mezz’ora, sembrava di essere tornati alle partitone degli anni Sessanta e Settanta, dure quanto volete ma anche incerte, piacevoli e ricche d’iniziative tecniche anche geniali. Verdi a segno ripetutamente. Poi rimonta dei Rossi.  A 5′ dalla fine siamo pari: 2 cacce e mezza a 2 e mezza. Nel finale i Rossi sbagliano e i Verdi segnano: conquistando la finale del 24 giugno.

ARTUSI – Ma seguiamo la cronaca, cominciando dalla sfilata del corteo e dal saluto alla voce: il mitico Luciano Artusi aveva un’altra classe e un altro timbro, nonostante la veneranda età. Il nuovo direttore “del distretto e del contado”, Filippo Giovannelli (lo conosco bene, abbiamo firmato un libro insieme, nel 2012), deve accordare la tonalità e metterci più enfasi: non deve vendere frutta, ma dare ordini all’esercito della Repubblica Fiorentina… Così come dovrà ispirarsi al babbo Uberto il giovane marchese Pietro Bartolini Salimbeni, che ne ha preso il posto come Araldo della Signoria. Ci metta più grinta e impegno, caro marchesino, nel leggere la grida al Magnifico messere!

LE CACCE – Grinta e impegno che, dopo il primo, brutto, quarto d’ora, non sono mancati ai calcianti. I Rossi, dopo aver gestito inutilmente il pallone, se lo sono fatto strappare. Verdi all’attacco. Tiro d’assaggio di Daniele Birghilloti, da lontano, parato da un portiere rosso senza troppa difficoltà. Poi lo stesso Birghillotti, un veterano di ottime qualità, è stato espulso, preceduto da un altro verde,  Marco Pelli. Successivamente hanno dovuto lasciare il campo i rossi Ernesto Papa e Francesco Stefanini e un altro verde, Simone Mammolo.  Quindi Rossi in vantaggio di mezza caccia al 26′: tiro del verde Luca Bertarelli che finisce alto. Pioviscola. I Verdi (28′) vanno improvvisamente in vantaggio grazie a una splendida discesa solitaria di Giovanni Prezioso. E qualcuno di parte verde commenta: “Una caccia così la sapeva segnare solo Gianluca Lapi”. Per chi non lo sapesse si tratta di uno dei calcianti più celebrati della piazza, un mito dei Verdi che ha lasciato il Calcio storico da qualche anno.  Quattro minuti dopo (32′) Verdi di nuovo a segno: stavolta con Alessandro Pagliazzi. Due cacce a mezza. E non basta: al 38′ il rosso Stefano Bocci manda il pallone oltre la rete, regalando mezza caccia ai Verdi. Che ora conducono per 2 cacce e mezza a … mezza. Sembra fatta. E invece no.

RIMONTA –  I Rossi si scuotono, approfittano di un attimo di rilassatezza dei Verdi. Al 42′ Enrico Gianassi riesce a fare una bellissima caccia. E tre minuti dopo Andrea Picone lo imita: 2 cacce e mezza a 2 cacce e mezza. Parità. Tutto da rifare con il rischio di andare a oltranza dopo il cinquantesimo. Finale incandescente. Ma al 47′, cioè a meno di 180 secondi dal termine, Luca Bertarelli (quello che aveva sbagliato la prima mezza caccia) va magnificamente a segno. Verdi davanti. E pronti a battersi in ogni modo pur di evitare di subire la caccia del pareggio. Che i Rossi sbagliano in almeno due occasioni. Così i Verdi di San Giovanni conquistano la finale del 24 giugno, appunto San Giovanni Battista, patrono di Firenze. I Rossi di Santa Maria Novella escono molto rammaricati: ma assolutamente a testa alta.

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Sandro Bennucci

Sandro Bennucci

Direttore del Firenze Post
sandro.bennucci@firenzepost.it

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