Il premier non riesce a farsi ascoltare ai tavoli di Bruxelles

Immigrazione, l’UE butta a mare Italia e Grecia: che si arrangino da sole

di Paolo Padoin - - Cronaca, il Blog di Paolo Padoin, Lente d'Ingrandimento, Politica

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L'assalto con machete a Milano ai danni di un controllore

L’assalto con machete a Milano ai danni di un controllore

Il problema immigrazione in Italia sta esplodendo, mentre l’Europa conferma la sua strutturale incapacità di adottare decisioni che vengano rispettate da tutti gli Stati membri. Nonostante la buona volontà del Presidente della Commissione Ue, Claude Juncker, il piano di distribuzione dei migranti, che prende nome da lui, è andato in fumo per l’opposizione dei Paesi del Nord, dei paesi baltici, e degli Stati già appartenenti al Patto di Varsavia, come Polonia e Ungheria. Su una partita come l`immigrazione, l`atteggiamento delle diplomazie nordiche permane negativo, critico e soprattutto menefreghista. Con forte miopia. Perché in un modo o nell’altro il fiume di migranti raggiungerà anche Nord ed Est Europa. Senza controllo.  Il piano Juncker si sta sfaldando, mentre resta in piedi e non viene ancora modificato il famigerato accordo di Dublino, proprio quello che causa le difficoltà attuali in Italia e Grecia, visto che scarica sui Paesi di sbarco la responsabilità di accogliere i pretesi profughi.

SCHENGEN – La situazione è aggravata dal fatto che, per quanto riguarda i transiti dall’Italia, la Francia ha cominciato a sospendere il Trattato di Schengen, che prevede il libero ingresso, visto che respinge i migranti che a Ventimiglia vogliono oltrepassare la frontiera, mentre  l’Austria fa lo stesso alla frontiera del Brennero. Se la situazione non muta celermente, continueremo ad affrontare da soli l`emergenza, anche se  gran parte di chi arriva dichiara di non volersi fermare qui.

MIGRANTI – E’ ben vero che l’Italia ci mette del suo per corroborare l’opposizione degli altri Paesi Ue, visto che l`inchiesta su Mafia Capitale  dimostra che da noi si specula sulla pelle dei disperati per fare profitti illeciti. Un argomento forte a vantaggio di chi, in Europa, si oppone fermamente a un’equa divisione dell’accoglienza. Il Governo Renzi dovrebbe fare la voce grossa a Bruxelles per evitare che i veti dei Paesi nordici e di quelli dell`Europa allargata (Ungheria e Polonia in testa) riescano a far spostare a settembre la decisione dell`Ue su una materia così scottante, decisione che per ora prevede la sola ripartizione di 24.000 migranti accolti in Italia in altri Stati Ue. Una goccia nel mare.

CONFLITTI – Se non riusciamo a mutare quest’andazzo e a costringere l`Ue a prendere posizioni condivise e solidali, si preannuncia un`estate torrida sul piano dell`ordine pubblico e dei conflitti sociali. Episodi come i bivacchi di extracomunitari alle stazioni di Milano e di Roma, l’aggressione sanguinosa a  un capotreno delle Ferrovie Nord, che rischia di perdere un braccio colpito dal machete di una banda di latinos, lo stupro di una ragazza disabile da parte dei tre migranti ospitati al Moi di Torino sono gravi e da non sottovalutare, come ha fatto finora il Governo. Sono il sintomo di una tensione che sale e che non può essere disinnescata soltanto col buonismo e con la condanna di presunte posizioni razziste di chi, in particolare la lega Nord e il Governatore della Lombardia Maroni, reagisce contro questi episodi invocando maggiore fermezza.

GOVERNO – Anche il Governo deve rendersi conto che non può continuare ad appiattirsi sulle linea (interessata) dell’accoglienza ad ogni costo perseguita dalla Caritas e dalle cooperative (per lo più di sinistra) che dall’accoglienza traggono ottimi guadagni.  In tal modo si rischia di provocare, a lungo andare, la rivolta proprio degli strati della popolazione, quelli più esposti  al disagio, che Renzi dichiara di voler proteggere. Il Governo proprio in questi giorni, sull’onda delle proteste per gli episodi citati, sembra volersi indirizzare sulla strada dei rimpatri con aiuti ai Paesi d’origine. Anche nella bozza delle linee guida per il vertice dei leader Ue del 25 e 26 giugno si accelera sulla politica dei rimpatri dei migranti economici. Nel testo si prevede «la mobilitazione di tutti gli strumenti per promuovere le riammissioni dei migranti economici illegali nei Paesi di origine e transito». Ma quest’iniziativa non pone rimedio alla tragica situazione attuale. È tempo di muoversi, bisogna intervenire prima che sia troppo tardi.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

Commenti (1)

  • Pierluigi

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    Il DNA della disorganizzazione, che ci viene dall’ otto settembre del 1943, ci ha portato a questa situazione: i dirigenti italiani non riescono a valutare compiutamente le conseguenze di atti militari e politici, che in questo caso porteranno a delle situazioni veramente gravi.
    Solo a pensare alle condizioni in cui gli studenti milanesi troveranno le loro scuole, dopo i trasferimenti ordinati da Pisapia per “fare apparire non degradata la stazione centrale di Milano”, c’è da rabbrividire.
    Ma poichè chi è causa del suo mal pianga se stesso, proseguiamo su questa linea, che ci troveremo bene………………….

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