I risultati di uno studio di itinerari previdenziali

Irpef: nel 2013 un quarto dei contribuenti ha pagato solo 55 euro. E quasi la metà degli italiani figura senza reddito

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica

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Renzi e Padoan

Renzi e Padoan

MILANO – Uno studio di Alberto Brambilla e Paolo Novati, entrambi del Comitato tecnico scientifico di Itinerari previdenziali*, ha preso in esame le dichiarazioni Irpef 2013 ed è giunto a risultati sorprendenti, ma ben conosciuti. In Italia l’evasione e l’elusione la fanno da padroni e sono pochi coloro che pagano fino all’ultima lira.

CONTRIBUENTI – Su 60,782 milioni di abitanti il numero di contribuenti, cioè di quelli che presentano la dichiarazione dei redditi, è di circa 41 milioni (500 mila in meno rispetto all’anno precedente); i contribuenti effettivi (che pagano almeno un euro di tasse) sono circa 31 milioni. In altre parole, quasi la metà degli italiani non ha redditi e quindi vive a carico di qualcuno.
1) Una prima fascia di contribuenti (799.815) dichiarano redditi nulli o negativi.
2) Il totale di coloro che dichiarano redditi (compresi quelli con reddito nullo o negativo) fino a 7.500 euro annui sono 10.338.712 contribuenti, cioè il 25,23% del totale. L’Irpef media pagata pro capite è pari a 55 euro l’anno.
3) Tra i 7.500 e i 15.000 euro di reddito annuo contiamo 8.740.989 contribuenti che pagano una Irpef media di 649 euro.
4) Tra i 15.000 e i 20.000 euro di reddito dichiarato troviamo 6,2 milioni di contribuenti che pagano un’imposta media di 1.765 euro,

CHI PAGA DI PIÙ – Il 61,88% dei contribuenti non supera dunque i 20.000 euro di reddito lordo dichiarato l’anno (cioè poco più di 1.100 euro netti al mese). Oltre i 55.000 euro di reddito lordo troviamo solo 1,64 milioni di contribuenti (il 4,01%); tra i 100.000 e i 200.000 euro, 339.217 (lo 0,83%), e sopra i 200.000 euro lordi sono 106.356.
Rovesciando il discorso si scopre che il 10,91% dei contribuenti paga il 51,2% di tutta l’Irpef; tra i 20 e i 35.000 euro si pagano 3.400 euro; tra i 35 e i 55 mila euro 7.393 euro; tra i 55 e i 100 mila euro 15.079 euro; tra i 100 e i 200 mila euro 31.537 euro. A quest’ ultimo gruppo sono precluse quasi tutte le agevolazioni tariffarie e sanitarie.

GOVERNO e BOERI – Nelle intenzioni di Boeri, della sinistra e del Governo sono quelli da spremere con patrimoniali e, se pensionati, con blocchi delle indicizzazioni, prelievi forzosi. Conclude lo studio che, secondo alcuni, a questi soggetti dovrebbero essere anche ‘espropriate’ le pensioni oltre un certo livello. La nostra Agenzia delle entrate e l’Inps – che adesso dispongono di tutte le informazioni e codici fiscali e possono accedere addirittura ai conti bancari – dovrebbero invece fare una verifica a tappeto sulla moltitudine di soggetti che risultano quasi nullatenenti e che fruiscono perciò di vantaggi che, per molti, potrebbero risultare chiaramente immotivati. Lo facciano, prima di lanciare il solito assalto ai lavoratori a reddito fisso e ai pensionati.

 

* La sintesi è pubblicata sul Corriere della Sera

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Camillo Cipriani

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