Secondo round al centrodestra

Elezioni a sindaco, ballottaggi: batosta per il Pd di Renzi. Perde Venezia, Arezzo, Matera e Nuoro

di Paolo Padoin - - Cronaca

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Matteo Renzi mentre vota stamani a Pontassieve

Matteo Renzi, premier-segretario del Pd

ROMA – Netta sconfitta del Partito democratico nei capoluoghi di provincia andati al ballottaggio domenica 14 giugno. Il partito di Matteo Renzi perde 5 sfide su 12 comuni capoluogo che sono andati al voto al secondo turno per l’elezione del sindaco: Venezia, Arezzo e Matera passano al centrodestra, Fermo e Nuoro a candidati delle liste civiche. «Una sconfitta che brucia», ammette il vicesegretario dei democratici Lorenzo Guerini. Il centrosinistra, tuttavia, riconquista Mantova e Trani e tiene Lecco e Macerata. Rovigo e Chieti restano al centrodestra mentre a Enna, in Sicilia, dove sono in corsa il dem Vladimiro Crisafulli contro Maurizio Antonello Dipietro, si vota fino alle 15 di oggi 16 giugno. Il premier era andato a Venezia due volte per far sentire il suo appoggio a Casson, ma l’effetto Renzi non c’è stato. La sconfitta è destinata a pesare anche sui rapporti con la minoranza, che sicuramente ricorderà al premier l’arretramento, in meno di un anno, dal 40,8% delle europee al 30% di adesso. Renzi non è più col vento in poppa, dopo il sofferto 5 a 2 delle Regionali. Anche l’alto astensionismo ne è una riprova: l’affluenza si è fermata al 47%, per cui il 53% degli elettori è rimasto a casa.

RISULTATI – I risultati: a Venezia Luigi Brugnaro, sostenuto dal centrodestra, ha battuto il senatore ed ex magistrato Felice Casson col 53,21% dei voti. A Rovigo il leghista Massimo Bergamin si è imposto con circa il 60% delle preferenze. Pd sconfitto anche a Nuoro, in modo clamoroso: il sindaco uscente Alessandro Bianchi si è fermato al 31,6%, cedendo allo sfidante Andrea Soddu (68,4%), appoggiato da quattro liste civiche, e, come abbiamo già detto ad Arezzo, feudo della ministra Boschi, fedelissima di Renzi. Qui il testa a testa fra Matteo Bracciali del centrosinistra e Alessandro Ghinelli del centrodestra si è concluso con la vittoria di quest’ultimo (50,8%). A Matera, l’uscente (Pd) Salvatore Adduce è stato battuto da Raffaello De Ruggieri (54,5%) mentre a Fermo viene eletto l’ex assessore Paolo Calcinaro (69,9%), sostenuto da liste civiche. In Abruzzo a Chieti vince Umberto Di Primio del centrodestra. Il Pd, fra i principali capoluoghi, mantiene Macerata, dove Romano Carancini sfiora il 60%, Mantova e Lecco, dove si impongono nettamente Mattia Palazzi (62,6%) e Virginio Brivio (54,4%), e Trani, dove Amedeo Bottaro supera il 75%, .

VENEZIA – Il voto più atteso era quello di Venezia, commissariata da un anno dopo l’arresto del sindaco di centrosinistra Giorgio Orsoni per la vicenda Mose. Il Comune ha cambiato campo: Luigi Brugnaro, sostenuto dal centrodestra, ha battuto il senatore ed ex magistrato Felice Casson col 53,21% dei voti. «Da ora si lavora per la città; io sono per dare una mano a Zaia come a Renzi», ha dichiarato Brugnaro festeggiando la vittoria.

RENZI – Renzi commenta deluso che non si tratta di una sua sconfitta personale, ma dell’intera sinistra e che il centrodestra, quando è unito (vedi Arezzo) è competitivo. Comunque, nonostante queste dichiarazioni, è evidente che soprattutto le sconfitte di Venezia, persa dopo 22 anni dalla sinistra, e di Arezzo, feudo renziano per eccellenza nella rossa Toscana, peseranno parecchio nel futuro della politica.

 

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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