I falsificatori hanno guadagnato oltre 60 milioni in un anno

Expo 2015: agropirateria e contraffazione via web dei prodotti Dop e Igp (compreso il vino): Il Ministero corre ai ripari

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Primo piano, Top News

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Parmigiano contraffatto

Parmigiano contraffatto

MILANO – Il Ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina, nel corso di una manifestazione a Expo 2015, ha illustrato i dati della contraffazione via web dei nostri più famosi prodotti alimentari e ha comunicato quanto il Ministero sta facendo per contrastare il fenomeno.

DATI – Innanzitutto i dati: oltre 370 casi di agropirateria e contraffazione via web sono stati scoperti nel corso dell’ultimo anno: prodotti fasulli o che sembrano made in Italy e invece no. Il “parmesan” resta il grande classico del genere. Ma anche Prosciutto di Parma, Brunello di Montalcino, Grana Padano, aceto balsamico di Modena e molte altre delle quasi 800 denominazioni nazionali vanno forte tra i pirati delle vendite alimentari online.

MERCATO – Un mercato illegale che ha generato in 12 mesi oltre 60 milioni di euro di profitti per i falsificatori. Spiega il Ministro: «Siamo passati all’attacco dell’agropirateria per combattere la concorrenza sleale che danneggia oltre 300 mila nostre imprese, quelle che producono cibi e vini Dop e Igp. L’Italia è ora il primo Paese al mondo a poter vantare un sistema di intervento a protezione dei prodotti a denominazione, che sono uno dei motori fondamentali del nostro export».

MINISTERO – Per questo il Ministero delle Politiche Agricole ha stretto un accordo con i due più famosi e diffusi portali di e-commerce – eBay e Alibaba – e ha ottenuto che i prodotti DOP e IGP italiani siano tutelati esattamente come succede con i grandi marchi come Nike o Canon. Il meccanismo è semplice: l’ispettorato del Ministero controlla e segnala, il portale verifica e rimuove le inserzioni incriminate.

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Camillo Cipriani

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