Ora i contributi arrivano da finanziatori sconosciuti

Fondazioni e politica: una legge che potrebbe dare trasparenza

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

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Fondazioni politiche

Fondazioni politiche

È noto che molti politici hanno costituito proprie fondazioni per ottenere i fondi necessari alla loro attività. Così Matteo Renzi ha costituito la Fondazione Big Bang (quella che ha organizzato le Leopolde), poi denominata ‘Open’; Massimo Dalema ha ovviamente la sua ‘Italianieuropei’; Luciano Violante è il Presidente di Italiadecide, che raggruppa politici di destra e sinistra, come Giuliano Amato, Giulio Tremonti e Gianni Letta, che fanno parte anche di ‘Aspen’. Non potevano mancare poi Gianfranco Fini (Farefuturo), Luca Cordero di Montezemolo (Italiafutura),  Claudio Scajola (Cristoforo Colombo per le libertà).

TRASPARENZA – Il problema è quello della poca trasparenza dei finanziamenti, perché queste associazioni mettono online i bilanci, ma per quanto riguarda i finanziatori non possono rendere pubblici elenchi di nomi dei benefattori e somme versate per motivi di privacy, a meno che gli interessati non vi acconsentano.

PROPOSTA – Una proposta di legge firmata da 28 deputati Pd (la raccolta di adesioni è ancora in corso) prevede di estendere alle fondazioni e alle associazioni politiche le stesse regole che oggi valgono per il finanziamento a partiti e movimenti politici, compreso il tetto di 100.000 euro per ogni erogazione. In più aggiunge l’obbligo di pubblicare online i nomi dei finanziatori senza che ci sia bisogno del loro consenso.

PROMOTORI – Nella conferenza stampa di presentazione dei due promotori, Antonio Misiani e Daniele Marantelli, è stato sottolineato che a fronte di un grado di fiducia dei cittadini verso i partiti ormai sceso al 5%, si può rispondere solo con una maggior trasparenza, per far loro recuperare credibilità. Ma tale trasparenza deve essere estesa anche alle fondazioni e alle associazioni politiche, che oggi non hanno alcun obbligo di legge da questo punto di vista.

OPENPOLIS – Una recente indagine di Openpolis per Repubblica.it ha censito 60 ‘think tank’ politici (45 fondazioni e 15 associazioni), tre quarti delle quali nate dopo il 2000. Ebbene, solo 4 di esse rendono noto l’elenco dei soci, 4 pubblicano il bilancio e una sola l’elenco dei finanziatori e dei relativi importi. Di qui la proposta di legge che estende a fondazioni e associazioni gli obblighi oggi previsti per i partiti.

RENZI – Soltanto due mesi fa il premier Matteo Renzi era intervenuto sulla questione: “Bisogna garantire trasparenza, finora il quadro normativo in Italia è stato contrastante, se vogliamo intervenire dobbiamo farlo con un atto normativo e su questo una valutazione deve compierla il parlamento: noi non abbiamo niente in contrario, anzi siamo molto convinti”. Ma – aveva aggiunto il capo del governo – “c’è una questione che riguarda anche la privacy: se un finanziatore non vuole dirlo, esiste un diritto soggettivo a non veder comparire il proprio nome”.

NOVITÀ – La nuova proposta istituisce un Registro pubblico per le fondazioni e le associazioni presso la Commissione per la trasparenza dei rendiconti dei partiti. Sarà obbligatorio depositare l’atto costitutivo e lo statuto, indicando anche gli organi statutari. Entro il 30 giugno di ogni anno sarà obbligatorio depositare il bilancio che, se supera i 50mila euro, dovrà essere certificato da un revisore esterno. Il documento sarà poi pubblicato su internet. La novità è la pubblicazione online, sia per partiti sia per fondazioni e associazioni, degli elenchi dei finanziatori, derogando al codice per la privacy. Sarà questo il dettaglio più controverso al momento della discussione del provvedimento.

SANZIONI – La proposta di legge prevede anche sanzioni in caso di mancato rispetto delle regole. Tra queste, multe di 10mila euro per il mancato deposito dello statuto o del rendiconto annuale, e di 5mila euro in caso di mancata pubblicazione su internet di tali documenti. La mancata trasmissione e pubblicazione dei nomi dei finanziatori comporta una multa pari al doppio dell’importo del finanziamento corrisposto. Come avviene già oggi per i partiti.

Sarebbe un bel passo in avanti verso una maggiore trasparenza dei finanziamenti della politica, visto che comunque talvolta si scelgono scorciatoie che, come dimostrano le ultime inchieste della magistratura, in particolare Mafia Capitale, danno adito a episodi di corruzione e malaffare che, nonostante la buona volontà di Cantone, non riusciamo proprio a debellare.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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