Riforma della scuola: a Roma protesta e sit-in dei Cobas contro il Governo

di Paolo Padoin - - Cronaca

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Cobas della scuola

Cobas della scuola

ROMA – Riparte la mobilitazione dei Cobas contro la riforma della scuola, la prossima settimana in votazione al Senato. Il premier Matteo Renzi ha indicato giovedì 25 o al massimo venerdì 26 giugno come come dead line per il voto finale di palazzo Madama, a costo di porre la fiducia sul nuovo testo che sarà presentato martedì 23.

COBAS – E dalle 17 di martedì, appunto, e per tre giorni i Cobas hanno dato appuntamento ad insegnanti, studenti, sinadacati e opposizioni davanti a palazzo Madama, per un sit in permanente durante le votazioni sul testo riformulato della «buona scuola» del Governo. «Renzi – ha affermato il leader dei Cobas Piero Bernocchi – tenta di rianimare in extremis il suo moribondo Ddl ‘cattiva scuola’, ricattando puerilmente il popolo della scuola e le opposizioni interne. La mobilitazione si intensifica per seppellire definitivamente il Ddl-zombie e per lo stralcio del decreto stabilizza-precari. Faremo manifestazioni in tutta Italia martedì 23, quando si riunirà la commissione. A Roma davanti al Senato alle 17 fra palazzo Vidoni e piazza delle Cinque lune. In piazza saremo anche anche il 24 e il 25, durante il passaggio in aula del ddl».

RENZI – «Dopo l’annuncio di resa sul Ddl ‘cattiva scuola’ e la contemporanea, puerile vendetta contro i precari, fatta da Renzi a Porta a porta il 16 giugno, lo sciagurato Giovin Signore, si è auto-smentito spiazzando ulteriormente la sua corte politica e massmediatica: ha cambiato rotta a 180 gradi e sta tentando di rianimare in extremis il suo moribondo, e unanimemente detestato da chiunque abbia a cuore le sorti della scuola pubblica, disegno di legge. Martedì 23 il governo presenterà un maxiemendamento in Commissione cultura e se l’opposizione non si arrenderà probabilmente non farà votare e trasferirà direttamente il Ddl-zombie in Aula, imponendo il voto di fiducia”, si legge in una nota dei Cobas.

MOBILITAZIONE – «Sembrava che, almeno in extremis, la grandiosa mobilitazione del popolo della scuola pubblica e i clamorosi e ripetuti tracolli elettorali del Pd avessero riportato alla ragione il governo e che le minacce ai precari fossero lo sfogo puerile di un leader che, seppure con disastroso ritardo, si rendeva però conto dell’assurdità dell’intero percorso. E invece incurante di plebiscitarie opposizioni, sconfitte ripetute, drastici cali di consenso, Renzi più sbatte la testa contro il muro e più si convince che sarà il muro, e non la sua testa, a spaccarsi. Comunque, se Renzi aveva sperato che il suo ricatto ‘o Ddl o niente assunzioni’ funzionasse e paralizzasse l’enorme movimento di protesta, ha ora potuto verificare che è successo esattamente l’opposto. Il movimento sta riuscendo a rafforzare ulteriormente la protesta ed è oramai in piazza senza soste», conclude la nota.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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