Proteste delle opposizioni, della minoranza dem e dei professori

Scuola: la riforma giovedì in aula al Senato. Il governo porrà la fiducia

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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Protesta davanti al Senato

Protesta davanti al Senato

ROMA – È finita come si ventilava da giorni: la riforma della scuola salta la commissione Istruzione e finisce nell’aula del Senato dove, a ore, si attende che il governo ponga la questione di fiducia. Entro giovedì  ci sarà il voto e poi la “buona scuola” farà un ultimo, e blindatissimo, passaggio alla Camera per diventare legge entro fine mese (ovvero martedì prossimo). Nelle intenzioni del governo dovrebbe essere a regime per settembre, quando i ragazzi torneranno nelle classi.

NOVITÀ – Le principali novita’ contenute nel maxiemendamento presentato dai relatori del ddl Scuola alla commissione Istruzione al Senato: un membro esterno per valutare gli insegnanti, gli idonei al concorso 2012 verranno inseriti nel piano di assunzioni, un tetto di 100.000 euro per le erogazioni liberali dei privati alle scuole, bando di concorso entro il 1 dicembre 2015 per l’assunzione a tempo determinato del personale docente, una valutazione triennale dei presidi.

ASSUNZIONI – Si prevede che le prime 100.000 assunzioni vengano fatte entro il mese di agosto, mentre slitta da ottobre a dicembre il ‘concorsone’. I dirigenti scolastici saranno valutati, su base triennale, in base al miglioramento degli studenti, alla valorizzazione del personale e alle competenze organizzative. A valutare i docenti invece saranno non piu’ solo docenti, genitori e studenti ma anche un componente esterno indicato dall’Ufficio scolastico regionale.

PRESIDI – I presidi proporranno gli incarichi ai docenti di ruolo assegnati nell’ambito territoriale a cui appartiene la scuola. I professori potranno inserire la loro candidatura tra 5 o più province a livello nazionale. Se non ci sarà disponibilità sui posti per le province indicate, non si procederà all’assunzione.

CONCORSONE – Quanto al concorsone si prevede che il ministero dell’Istruzione dovra’ bandire, “ferma restando la procedura autorizzatoria”, entro il “primo dicembre 2015, un concorso per titoli ed esami per l’assunzione a tempo indeterminato di personale docente per le istituzioni scolastiche ed educative statali”, per la “copertura, nei limiti delle risorse finanziarie disponibili, di tutti i posti vacanti e disponibili nell’organico dell’autonomia, nonche’ per i posti che si rendano tali nel triennio”.

VALUTAZIONE – Composizione del comitato di valutazione degli insegnanti, con il maxiemendamento i docenti dell’istituto scolastico salgono da due a quattro. Rimane la presenza di due genitori e uno studente, ma viene aggiunto anche un componente esterno individuato dall’Ufficio scolastico regionale.

OPPOSIZIONI – Dalle opposizioni “chiusura totale”. Il capogruppo della Lega Gian Marco Centinaio, sbotta: “La fiducia se la voteranno loro e i loro amici. Noi usciremo dall’aula perché non partecipiamo a questo teatrino che fa ridere i polli”. Protesta anche la minoranza dem; per Stefano Fassina “la scelta del governo di porre il voto di fiducia è uno schiaffo al Parlamento e all’universo della scuola. Il testo del maxi emendamento predisposto dal governo si limita a qualche ritocco cosmetico senza dare le risposte necessarie al fine di cancellare la chiamata dei docenti da parte dei presidi, di introdurre un piano pluriennale di assunzione degli insegnanti precari, di rivedere l’iniquo finanziamento alle scuole private e, infine, di ridefinire le norme di delega”.

ASSOCIAZIONI – “Difendiamo la scuola pubblica dal bullismo di Renzi”: con questo slogan una cinquantina diattivisti e militanti di associazioni del mondo della scuola, sindacati confederali e non, hanno manifestato a pochi passi dal Senato, in piazza delle Cinque Lune, per chiedere il ritiro del ddl di riforma della scuola sul quale il governo potrebbe porre la fiducia nelle prossime ore. I manifestanti hanno bloccato per alcuni minuti il traffico esponendo striscioni e urlando slogan in difesa della scuola pubblica.”Riforma si’ ma non in questo modo, assunzioni si’ ma non legate al modello organizzativo renziano della scuola”. Manifestazioni di protesta anche in altre città, come a Bologna.

 

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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