Obiettivo: far rientrare in patria i due fucilieri

Marò: dopo il nuovo rinvio dell’India il Governo italiano attiva l’arbitrato internazionale

di Paolo Padoin - - Cronaca, Politica

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Corte Suprema New Delhi

Corte Suprema New Delhi

ROMA – Il Governo italiano, dopo più di tre anni di condotta fin troppo prudente, (auspici Monti e Napolitano che nel 2011 rispedirono in India i due marò) cerca adesso (meglio tardi che mai) di fare la voce grossa sul caso dei nostri fucilieri di marina. E’ stato attivato l’arbitrato internazionale sul caso di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, nel quadro della Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare. «La decisione, che era stata sollecitata dal Parlamento – scrive la Farnesina in un comunicato -, è stata presa a conclusione della necessaria fase negoziale diretta con l’India e di fronte alla impossibilità di pervenire a una soluzione della controversia. L’Italia chiederà l’immediata applicazione di misure che consentano la permanenza di Latorre in Italia e il rientro in Patria di Girone nelle more dell’iter della procedura arbitrale».

La nota della Farnesina spiega inoltre che «da parte italiana, vi sarà un impegno a tutto campo per far valere con la massima determinazione le ragioni a fondamento della nota posizione italiana sulla giurisdizione e sull’immunità. Obiettivo è la conclusione positiva della vicenda, protrattasi sin troppo a lungo, dei nostri due Marò ai quali il governo rinnova la sua vicinanza. Il governo nelle ore precedenti l’attivazione dell’arbitrato ha informato della decisione i Presidenti delle Commissioni Esteri e Difesa del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati».

Certo che se la presa di posizione decisa di Renzi, come prevedibile, avrà lo stesso effetto di quella adottata al Consiglio europeo con il catastrofico esito per la questione dei migranti, per i nostri due marò si preannuncia un prolungamento di soggiorno a New Delhi, e per il nostro paese un ulteriore cocente smacco. Ma ci siamo abituati da tempo

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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