Notti d’estate a guardare le stelle

Osservatorio di Arcetri: da Firenze al cosmo, alla scoperta dei vulcani intorno a Giove (VIDEO)

di Sandro Addario - - Cronaca, Primo piano, Reportage

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Arcetri: il telescopio di Giovanni Battista Amici

Arcetri: il telescopio di Giovanni Battista Amici

FIRENZE – Parla fiorentino l’osservazione dello spazio ai giorni nostri. Merito anche di una piccola piramide alta poco più di un centimetro, all’interno dei grandi telescopi astronomici, che consente di ottenere da Terra una visione sempre più nitida di stelle e pianeti, eliminando l’effetto «turbolenza» dell’aria presente nell’atmosfera, che deforma le immagini in arrivo dal cosmo.

ARCETRI – È proprio questa piramide uno dei «pezzi forti», mostrati ai sempre più numerosi visitatori dell’Osservatorio Astrofisico di Arcetri, specie durante gli eventi «Notti d’estate 2015». Fu messa a punto proprio ad Arcetri da un dipendente dell’Istituto, Paolo Stefanini, fiorentino doc. «Facevo il meccanico degli strumenti ottici, ma ho sempre preferito considerarmi un arrangiologo» racconta con la passione di sempre, durante una recente visita organizzata dal Rotary Club Scandicci, presieduto da Carlo Moretti.

ARRANGIOLOGO – Il gruppo di ospiti è fermo ad ammirare Giove e Saturno, attraverso l’ottocentesco ma efficientissimo telescopio di Giovanni Battista Amici. Con loro c’è l’astronomo Francesco Palla, già direttore dell’Istituto di Arcetri, che spiega come, proprio grazie a Stefanini, fu possibile mettere a punto quel microscopico sensore a piramide. Attraverso di esso oggi è possibile far «ballare» l’ottica di un moderno telescopio, al punto da trasformare in un punto fisso nel cielo tutto ciò che altrimenti apparrebbe un insieme di immagini «mosse». «Ora – dice Palla – riusciamo trovare pianeti che sono intorno a stelle lontane. E li possiamo vedere come oggetti puntiformi, come puntini, mentre prima il tremolio delle immagini lo impediva».

ADATTIVA – È il principio della cosiddetta «ottica adattiva», utilizzata dai grandi osservatori nel mondo per scoprire i segreti della nostra galassia – la Via Lattea – di cui il Sistema solare è solo una infinitesima parte.

 

VIDEO

VULCANI – Tra le osservazioni più recenti, ecco quelle delle eruzioni di lava su «Io», uno dei quattro satelliti di Giove – scoperto da Galileo – ricco di oltre 400 vulcani. «Un fenomeno unico – spiega il professor Palla – dovuto alla forte attrazione di Giove verso il proprio satellite, in grado di generare maree che provocano calore e a loro volta formazione di vulcani». Tutto questo sarebbe stato difficilmente documentabile e oggetto di studio senza la moderna ottica «adattiva», in grado di migliorare nettamente le immagini che provenivano dalle prime sonde spaziali, anche se poste già al di sopra dell’atmosfera.

La lava su un vulcano di Io, satellite di Giove , 750 milioni di km dalla Terra

La lava su un vulcano di Io, satellite di Giove , 750 milioni di km dalla Terra

ARIZONA – Oggi la piccola piramide «fiorentina» è utilizzata, tra gli altri, dal grande «Lbt» (Large Binocular Telescope) dell’Osservatorio internazionale del monte Graham, in Arizona, cui partecipa anche l’Istituto nazionale di Astrofisica italiano. Il telescopio dispone di due specchi di oltre 8 metri di diametro ciascuno. Ma è in fase avanzata anche il progetto di costruire un telescopio con specchi da almeno 30 metri di diametro (se ne sta occupando l’Eso, European Southern Observatory) dove anche in quel caso sarà determinante l’utilizzo dell’ottica adattiva.

COSMO – Le distanze si avvicinano sempre di più, grazie anche all’attività degli astronomi di Arcetri. Ormai «uscire» dalla via Lattea è normale amministrazione, alla scoperta di nuove stelle e soprattutto della loro formazione. La galassia più vicina – Andromeda – è a «solo» 2 milioni di anni luce. Poi c’è il cosmo, con le sue dimensioni infinite. Ad oggi si calcola che le osservazioni spaziali sono arrivate ad una distanza di oltre 12 miliardi (non è un errore, si parla di miliardi) di anni luce. Poco meno dei 13,8 miliardi di anni luce che ci separano dal «Big Bang», il momento dell’asserita nascita dell’universo. Ma qui cronaca, storia e scienza dovrebbero fermarsi: la competenza passa necessariamente ad un livello superiore. Specie per chi ha il dono della Fede.

 

Il gruppo del Rotary Club Scandicci in visita ad Arcetri

Il gruppo del Rotary Club Scandicci in visita ad Arcetri

 

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Sandro Addario

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