Lo dicono i numeri dell'Onu

Immigrati: è invasione. Gli arrivi in Europa sono cresciuti dell’83% rispetto al 2014.

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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  1. António Guterres
      António Guterres

BERLINO – Il  premier italiano, Matteo Renzi, in trasferta a Berlino per un bilaterale con Angela Merkel, dimenticando il problema greco, torna per un attimo sulla questione dell’immigrazione affermando: ”Chi ha diritto all’asilo politico deve restare, chi non lo ha dev’essere rimandato indietro: ma tutti devono essere salvati”. Così ha affermato durante il discorso tenuto all’Università Humboldt, a Berlino: ”Si salvano le persone che stanno morendo in mare, non ci si volta dall’altra parte”. E ricordando la tragedia avvenuta nel canale di Sicilia: ”Recupereremo tutti i cadaveri di quel tragico evento e daremo loro sepoltura”, ha quindi assicurato Renzi. ”Quel mare non è un cimitero, i morti si seppelliscono”. Dunque, anche se l’Europa non ci dà una mano, come ormai sembra evidente, dobbiamo farci carico del salvataggio di chi attraversa il Mediterraneo, e poi praticamente accoglierli tutti, visto che i respingimenti, per esperienza ormai lunga, sono quasi impossibili per l’Italia.

UNHCR – Nel frattempo l’ Agenzia Onu per i rifugiati ha reso noto numeri terrificanti in tema d’immigrazione in Europa. Un autentico tsunami di 137.000 disperati nei primi mesi del 2015 ha attraversato il Mediterraneo per raggiungere le coste del nostro continente. L’Unhcr ha sottolineando che il numero è cresciuto di ben l’83% rispetto ai primi sei mesi del 2014. “L’Europa sta vivendo una crisi dei profughi di proporzioni storiche”, ha detto l’agenzia Onu. Laura Boldrini – ex portavoce di quell’istituzione –  un mese fa, sosteneva che l’aumento degli ingressi in Italia era pari solo al 2% e quindi sostenibilissimo dal nostro paese. Ma i suoi ex colleghi evidentemente la smentiscono.

ITALIA – In Italia, dove nel 2014 erano sbarcati 170.000 migranti, nei primi sei mesi del 2015 gli arrivi hanno raggiunto quota 67.500. In Grecia gli arrivi sono già nettamente aumentati (68.000) rispetto a tutto l’anno scorso (43.500). Oltre al dato record sugli arrivi, in forte aumento è anche il numero dei morti durante le traversate che sono 1.867 in questi sei mesi, di cui 1.308 soltanto ad aprile. L’intensificazione delle operazioni di soccorso attraverso la collaborazione di unità di vari Paesi europei ha permesso di ridurre il numero dei morti (68 a maggio e 12 a giugno). “Con le giuste politiche, sostenute da un’efficace risposta operativa, è possibile salvare più vite in mare”, ha osservato l’Alto commissario per i rifugiati, Antonio Guterres.

PROFUGHI – Lo stesso Guterres ha sottolineato che “la maggior parte delle persone che arrivano per mare in Europa sono profughi che cercano protezione da guerre e persecuzioni”. Un terzo degli arrivi in Italia e Grecia del 2015 proveniva dalla Siria mentre un 12% era originario dell’Afghanistan e un altro 12% dell’Eritrea. Se la matematica non è un’opinione il totale fa poco più del 50% e non ‘la maggior parte’. Altri Paesi di provenienza sono Somalia, Nigeria, Iraq e Sudan. Queste affermazioni sono smentite dai dati del Ministero dell’Interno, secondo i quali appunto almeno il 50% delle domande di asilo sono respinte perché non si tratta di profughi.

Ma le Agenzie internazionali, così come le Associazioni e gli enti che lucrano sull’accoglienza, hanno ovviamente interesse a presentare in modo positivo il fenomeno dell’immigrazione, lasciando poi ai vari Stati, e in particolare all’Italia, il compito di arrangiarsi dal punto di vista economico e sociale. Ma quanto potrà durare questa situazione?

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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