Davanti al Gip di Milano

Terrorismo islamista, il 4 luglio gli interrogatori dei familiari della jihadista italiana

di Redazione - - Cronaca

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Maria Giulia Sergio, ora combatte in Siria con l'Isis

Maria Giulia Sergio, ora combatte in Siria con l’Isis

MILANO – Saranno interrogati sabato prossimo, 4 luglio, il padre, la madre e la sorella di Maria Giulia «Fatima» Sergio – la presunta jihadista italiana che si trova in Siria, nel territorio controllato dal cosiddetto Stato Islamico (l’Isis) – arrestati ieri 1 luglio a Inzago, nel Milanese, nell’ambito dell’ inchiesta della Procura di Milano su una rete di terrorismo internazionale.

Gli interrogatori di garanzia per Sergio Sergio, per la moglie Assunta e la sorella Marianna si terranno nel carcere milanese di San Vittore davanti al gip Ambrogio Moccia. Sempre sabato, ma nel carcere di Bollate, sarà interrogata la zia di Aldo Kobuzi, marito di Fatima, Arta Kacabuni, arrestata ieri in Toscana, a Scansano, in provincia di Grosseto. Tutte e quattro le persone arrestate in Italia sono assistite dal legale Erika Galati. Attivata la procedura di estradizione per lo zio di Aldo, l’albanese Baki Coku, 37 anni, fermato ieri a Lushnje, a circa 70 chilometri a sud di Tirana.

Le indagini della Digos, coordinate dal procuratore aggiunto Maurizio Romanelli e dal pm Paola Pirotta, proseguono con l’analisi del materiale, soprattutto informatico, sequestrato durante le perquisizioni e concentrandosi anche su tre soggetti che farebbero parte dell’associazione con finalità di terrorismo con il ruolo di arruolatori e reclutatori dell’Isis: Ahmed Abu Alharith «coordinatore dell’arrivo dei foreign fighters in Siria» (intercettato su un’utenza turca), un libico «coordinatore dell’invio dei combattenti» e Abu Sawarin «responsabile dei ‘francesi’ in arrivo nel territorio dello stato islamico». Gli inquirenti milanesi stanno indagando anche con la collaborazione internazionale di autorità e forze di polizia di altri Paesi.

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