Lo studio del Censis

Crisi in Italia, cibo: 2,4 milioni di famiglie non possono comprare quello necessario

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia

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ROMA – Sono 2,4 milioni le famiglie italiane (il 9,2% del totale) a cui, nell’ultimo anno, per ragioni economiche è capitato di non poter acquistare il cibo necessario: sono un milione in più rispetto agli anni prima della crisi. Il dato emerge dallo studio Censis «Gli italiani e il cibo. Rapporto su un’eccellenza da condividere», presentato all’Expo.

Le famiglie con figli sono quelle che hanno subito di più i tagli alla spesa alimentare negli anni 2007-2014: -15,6% le coppie con due figli, -18,2% le coppie con tre o più figli.

Nel complesso, la spesa alimentare sul totale della spesa per consumi è diminuita dal 27,1% degli anni Settanta al 14,2% del 2014. L’Italia si dimostra comunque un popolo di conoscitori del cibo: 29,4 milioni di definiscono appassionati, 12,6 milioni intenditori e 4,1 milioni dei veri esperti. Riguardo le abitudini, i dati parlano di 6,3 milioni di lavoratori che ogni giorno mangiano fuori casa e di 38,5 milioni che preparano pietanze e ricette innovative apprese da ricettari o programmi Tv. Nelle diete quotidiane coesistono i fast food, con 20,2 milioni di italiani a cui capita di mangiarci, e il vegano o vegetariano, apprezzato da 19,5 milioni di italiani, di cui 4,5 milioni se ne cibano regolarmente.

Cresce l’export. Nel 2014, il valore delle esportazioni di prodotti alimentari e bevande è stato pari a 28,4 miliardi di euro, con un salto in avanti in termini reali del 30,1% rispetto a cinque anni prima. Per il 2017 le previsioni indicano che l’export agroalimentare italiano crescerà dell’8,9% medio annuo.

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Camillo Cipriani

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