Intanto la Merkel vola a parigi da Hollande

Referendum Grecia: ha vinto il no. Ma Atene non ha un soldo. Tsipras chiede aiuto a tutti

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

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La Grecia è andata in massa alle urne, il popolo ellenico supera abbondantemente il quorum necessario per la validità della consultazione. I greci contrari all’accordo proposto dalla Ue sarebbero il 61%, mentre i favorevoli solo il 39%. Il successo dei «no»decreta la vittoria del governo Tsipras , che si è detto più volte apertamente disponibile a proseguire i negoziati con l’Europa. Sconfitti i falchi europei, fra gli altri il teutonico presidente del Parlamento Schulz, che aveva minacciato: la Grecia sarà costretta a tornare alla dracma.

TSIPRAS – Il premier ellenico si dice convinto che i creditori si siederanno di nuovo al tavolo della trattativa, stavolta costretti ad ascoltare anche le richieste di Atene. Subito dopo le prime anticipazioni sui risultati si è diffusa perciò la voce che una delegazione ai massimi livelli del governo greco ” farà le valigie, pronta a tornare a Bruxelles” per rilanciare i negoziati con i creditori internazionali. Lo riferiscono fonti di Syriza, il partito del premier, citate dal Guardian. “La situazione delle banche è critica e va affrontata immediatamente”, hanno aggiunto le fonti. La Grecia ha necessità di riprendere alla svelta le trattative.

TRATTATIVE – il negoziato con i creditori, ossia Bce, Ue e Fmi, riprenderebbe a stretto giro per evitare di arrivare al 20 luglio senza un accordo. Per quella data Atene deve restituire 3,5 miliardi di euro alla Bce, altrimenti rischia un taglio dei fondi emergenziali Europei, l’unica fonte di finanziamento che sta tenendo in piedi il sistema bancario greco. Ue e Fmi non sembrano però molto intenzionati a riaprire il negoziato, e non accetterebbero modifiche all’accordo da 15,5 miliardi di aiuti in cambio di aggiustamenti dei conti e riforme. La Germania soprattutto ha ribadito di voler mantenere una linea di fermezza.

BCE, FRANCIA, ITALIA – Ma se Germania e Fondo monetario internazionale sembrano mantenersi su posizioni di chiusura, la Banca centrale europea, il Presidente francese François Hollande e Matteo Renzi sembrano più propensi a tendere  la mano ai greci. Hollande, secondo fonti dell’Eliseo, ha annunciato che incontrerà la cancelliera tedesca, Angela Merkel lunedì sera a Parigi per fare il punto sulla crisi greca, e sicuramente cercherà, come ha fatto finora, di promuovere la ripresa dei colloqui che consenta la permanenza della Grecia nell’euro e nella Ue. Renzi dal canto suo ha ribadito proprio oggi che l’Italia non avrebbe nulla da temere dall’ipotesi Grexit, ma che è giunta l’ora per l’Europa di abbandonare la via dell’austerità e d’imboccare rapidamente quella della crescita. Il nostro premier evidentemente è rimasto sfavorevolmente colpito dalle posizioni troppo rigide del ministro delle finanze tedesco Schäuble, intenzionato a buttare brutalmente a mare la Grecia. La Banca Centrale Europea infine è pronta a prendere misure addizionali se la situazione lo dovesse richiedere. Lo ha riferito oggi il membro dell’Executive board dell’Istituto di Francoforte, Benoit Coure.

GERMANIA – Anche  in Germania non tutti sarebbero d’accordo con il falco Schäuble e vorrebbero far riflettere meglio la Cancelliera. Si calcola infatti che l’uscita della Grecia dalla zona euro provocherebbe un buco non indifferente nei conti tedeschi. È quanto avrebbe detto il numero uno della Bundesbank, Jens Weidman, rivolgendosi ad Angela Merkel. Lo riporta il quotidiano tedesco Handelsblatt citando fonti del governo tedesco. I costi della Grexit colpirebbero direttamente gli utili della Bundesbank, avrebbe avvertito Weidman, e dunque creerebbero un buco nel bilancio federale. Secondo il quotidiano le perdite subite dalla Germania sarebbero superiori alle riserve pari a 14,4 miliardi di euro accantonate dalla Bundesbank.

GRAN BRETAGNA – Forti preoccupazioni per i risvolti di un’uscita della Grecia vengono anche dal ministro delle Finanze britannico, George Osborne, secondo il quale il Paese potrebbe non essere «immune» dalle conseguenze del referendum in Grecia. «Non credo che nessuno debba avere dubbi: la situazione greca ha un impatto sull’economia europea, che ha un impatto su di noi. Non possiamo essere immuni da questi sviluppi», ha affermato.

SPAGNA – Resterebbe ancora l’opposizione fin qui manifestata dalla Spagna e dai paesi baltici, che non costituirebbe certo un fattore decisivo. Allora, giunti al momento della resa dei conti sembra che alcuni Paesi finalmente siano decidersi a contestare le decisioni e lo strapotere tedesco. Questa nuova situazione costituirebbe una vittoria della democrazia sulla burocrazia finanziaria dell’Unione, ispirata dalla Germania e da alcuni suoi alleati. Il timore di un evento traumatico come l’uscita dalla Grecia, dalle conseguenze imprevedibili, potrebbe finalmente provocare una svolta decisa anche per la miope politica di sola austerità imposta dalla Germania e dalla troika, che in Grecia ha avuto il solo effetto di affamare quel popolo, senza apportare alcun vantaggio alla situazione del Paese. Dopo le schermaglie ante-referendum anche Angela Merkel dovrebbe capire che un atteggiamento troppo rigido finirebbe per danneggiare anche gli interessi tedeschi, oltre che quelli comunitari.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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