Presentato a Scarperia dai figli Stefano, Simone e Sandro

«Rossano Bettini, una bella storia italiana». In un libro il ricordo del fondatore della Rosss

di Sandro Addario - - Cronaca, Cultura

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da sinistra Silvano Simone, Stefano e Sandro Bettini della Rosss di Scarperia

da sinistra Silvano Simone, Stefano e Sandro Bettini della Rosss di Scarperia

FIRENZE – «Robustezza molta. Istruzione letteraria: quinta elementare. Attitudine all’avanzamento: nessuna». Da un foglio matricolare del servizio di leva un titolo originale e pieno di significato per ricordare la figura di Rossano Bettini, l’imprenditore mugellano scomparso nell’agosto 2010, dopo 82 anni interamente dedicati alla famiglia e al lavoro.

Sono stati Stefano, Silvano Simone (per quattro anni alla guida di Confindustria Firenze) e Sandro a volergli dedicare un libro al loro babbo, presentato stasera 6 luglio ad un affollato incontro presso la «Rosss spa» a Scarperia, la nota azienda di scaffalature nata dall’acronimo di Rossano e delle tre S iniziali dei nomi dei figli. Un volume a tiratura limitata, non in commercio, a disposizione di chi vuol farne richiesta.

Sulla costola un omaggio alla sua figura e al suo esempio: «Rossano Bettini, una bella storia italiana». È una raccolta di documenti, aneddoti, storie di sacrifici e di caparbietà (curata da Matteo Cecchi e pubblicata da Pacini Editore) che non è solo la vita vissuta giorno dopo giorno da Bettini, ma è uno spaccato della Toscana operosa e instancabile del dopoguerra. Quello che nel foglio matricolare di Rossano – a proposito di «attitudine all’avanzamento nessuna» – non era stato proprio capito.

Non sono pochi quelli che direttamente o indirettamente ritroveranno un pezzo della propria vita e di immagini della propria terra. Non solo nella narrazione ma anche nel ricco materiale fotografico e documentale oggetto di una ricerca durata oltre due anni.

«Rossano scommette e vince. Manovale, meccanico, disoccupato, soldato, muratore, di nuovo meccanico, infine inventore. La vittoria della pervicacia e dell’intelligenza» scrive nella sua prefazione il vice ministro alle Infrastrutture Riccardo Nencini, amico da sempre della famiglia Bettini e presente stasera alla presentazione del libro, accanto ai figli con le tre «S».

«Le regole di mio padre? Al primo posto metteva il lavoro, al secondo il lavoro e al terzo ancora il lavoro. Sono regole d’ingaggio che sono attuali oggi come ieri. Nulla è cambiato sotto questo aspetto» ha detto Simone Bettini durante il suo intervento. Subito incalzato dal fratello Sandro, che tiene a ricordare anche la preziosa e insostituibile figura di mamma Angiolina, scomparsa sei anni prima del marito: «Se non sapete fare – ripeteva ai figli – non saprete mai comandare».

 

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Sandro Addario

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