La dichiarazione al Consiglio superiore della magistratura

Giudici di pace: la presidente Di Giovanni bolla come incostituzionale la riforma del ministro Orlando

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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Si fermano i giudici di pace

protestano i giudici di pace

ROMA – L’Unione nazionale giudici di Pace ritiene che la riforma del settore elaborata dal Ministero di Giustizia sia incostituzionale, tanto che si dichiara “totalmente contraria alla riforma sulla magistratura onoraria proposta nel ddl Orlando poiché basterebbe modificare con due emendamenti la legge istitutiva dei Giudici di Pace per prevedere aumenti di competenze e continuità nelle funzioni previa verifica quadriennale fino al raggiungimento di 75 anni di età nonché copertura previdenziale ed assistenziale”.  È quanto ha ribadito al Csm il presidente dell’Unione nazionale giudici di pace, Mariaflora Di Giovanni, che ha sottolineato: “nella denegata ipotesi che la riforma contenuta nel ddl Orlando vada avanti, abbiamo comunque avanzato proposte emendative che sono le minime  indispensabili per ripristinare le garanzie violate di magistrati che hanno lavorato con efficienza e spirito di servizio, che vanno anche a correggere le disparità di trattamento per fasce di età sulla continuità della funzione, previa verifica di professionalità quadriennale”.

GIUDICI – Per il presidente dell’Unione giudici di pace la riforma ministeriale in esame, “nega, di fatto, la natura giurisdizionale dell’attività degli uffici del Giudice di pace, nonostante la stessa conti un milione e 600mila procedimenti solo nel civile; nonostante il 60% degli affari civili siano iscritti presso il Gdp; nonostante nella stessa relazione ministeriale sull’analisi delle pendenze si rilevi che ‘gli uffici del Gdp sembrerebbero avere una potenzialità di esaurimento dell’intero arretrato, a sopravvenienze ipoteticamente zero, in un periodo inferiore all’anno e contribuiscono nella formazione della media globale, a neutralizzare i dati negativi delle Corti D’Appello e della Corte di Cassazione'”.  Una riforma che, ha ribadito Di Giovanni, “oltre ad essere marchiata da evidente e gravissima incostituzionalità, contraddice, inoltre, alle norme di diritto europee e alle statuizioni delle sentenze della Corte di Giustizia che nella sua veste istituzionale di Supremo organo deputato all’interpretazione del diritto comunitario, è fonte normativa sovraordinata alla legge italiana”.

 

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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