Le previsioni del FMI per il nostro Paese

Il Fondo Monetario internazionale smentisce Renzi. La ripresa italiana può essere frenata dalla crisi della Grecia

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica, Primo piano

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renzi lagarde

Cristine Lagarde e Matteo Renzi

ROMA – In un comunicato che esprime la visione del board esecutivo sulla situazione italiana, il Fondo Monetario Internazionale ritiene che l’economia italiana sia lentamente avviata verso una timida ripresa, che potrebbe essere però pregiudicata da sviluppi avversi della crisi greca.

FMI – Infatti gli analisti del Fondo, contraddicendo le roboanti dichiarazioni di Renzi (l’Italia non corre rischi perché abbiamo iniziato le riforme) affermano che “sviluppi avversi in Grecia potrebbero avere un impatto sostanziale sull’Italia via effetti sulla fiducia ma le esposizioni dirette sono limitate”. Gli esperti del Fondo citano la crisi della nazione ellenica tra i rischi al ribasso per l’Italia. In generale i rischi all’outlook italiano sono però “ampiamente bilanciati”. Nel breve termine, aggiunge lo staff dell’Fmi, “i rischi di contagio derivanti da sviluppi avversi in Grecia sono visti come limitati. C’è tuttavia più preoccupazione per le implicazioni di lungo termine, se la percezione dell’irreversibilità dell’Area euro dovesse cambiare in modo permanente”.

RECESSIONE – In linea generale il Fondo ritiene che l’economia italiana “sta emergendo gradualmente da una prolungata recessione” ma “la ripresa è ancora fragile”. Positivo il giudizio sulle autorità italiane per “le azioni politiche coraggiose che, insieme con le azioni a livello europeo – il piano di allentamento monetario della Banca centrale europea e la maggiore flessibilità data dal Patto di stabilità e crescita – hanno contribuito al rilancio dell’economia italiana e hanno migliorato la fiducia”. Però i direttori esecutivi dell’istituto di Washington sottolineano come “le prospettive di medio termine siano tenute a freno da colli di bottiglia strutturali, alta disoccupazione, bilanci deboli e un debito pubblico elevato”.

DEBITO – Il debito pubblico italiano è sostenibile e si attesterà al 133,3% nel 2015, per poi calare al 132,1% nel 2016. Lo afferma il Fmi, sottolineando comunque come un un debito sopra il 130% “è un importante fattore di vulnerabilità”, soggetto ai cambi di fiducia sul mercato, e “limita lo spazio di manovra fiscale”. Rivisto leggermente al rialzo il deficit al 2,7% quest’anno e al 2,1% il prossimo. Come si può rilevare nella relazione del Fondo ci sono aspetti positivi sull’azione del Governo, ma si ritrovano anche due macigni che pesano sulla nostra testa: l’enorme debito pubblico e il rischio di contagio per la crisi greca. Come dire, se non si prosegue verso una riduzione dell’enorme deficit (superiore al 130%), anche l’Italia, a lungo andare, rischierebbe di fare la fine della Grecia.

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Camillo Cipriani

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