I giudici di Grosseto

Costa Concordia, «Schettino gestì malissimo l’emergenza e abbandonò i passeggeri»

di Redazione - - Cronaca

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Schettino riferisce di aver fatto l'inchino al Giglio per accontentare Palombo

L’ex comandante della Concordia, Francesco Schettino

FIRENZE – «I 32 decessi delle persone a bordo della Concordia non si sarebbero verificati se» l’allora comandante Francesco Schettino «avesse gestito l’emergenza con perizia e diligenza», attenendosi alla normativa indicata come «doverosa» in una simile situazione.

Lo scrivono i giudici del tribunale di Grosseto nel motivare la condanna inflitta, lo scorso 11 febbraio, a 16 anni di carcere nei confronti dell’ex comandante della Concordia, Francesco Schettino.

E’ lui, secondo i giudici di primo grado, il maggior responsabile del tragico naufragio della nave da crociera della compagnia Costa, avvenuto nella tarda serata del 13 gennaio 2012 davanti agli scogli dell’Isola del Giglio, che costò la vita a 32 persone fra passeggeri e membri dell’equipaggio. I 16 anni di reclusione per Schettino sono stati così ripartiti: 5 anni per il reato di disastro colposo, 10 anni per gli omicidi plurimi colposi e 1 anno per il reato di abbandono di persone minori o incapaci.

Francesco Schettino, – si può adesso leggere nelle motivazioni della sentenza che sono state depositate oggi 13 luglio -, abbandonò la Costa Concordia e «lasciò i passeggeri in balìa di se stessi». Inoltre, «nel momento in cui saltava sulla scialuppa per abbandonare la nave era consapevole della presenza sul lato sinistro della Concordia o comunque che si allontanava in modo definitivo dalla Concordia accettando in tal modo il rischio di lasciare le persone in balìa di se stesse».

L’ex comandante, per i giudici, ha indugiato al punto che «quando è stata data l’emergenza generale, la situazione a bordo era scivolata verso un’estrema confusione e assenza di univoche indicazioni, con conseguente caos diffusosi tra equipaggio e passeggeri». E quando scese dalla nave, Schettino aveva «la precisa intenzione di non risalirvi».

La scorso 11 febbraio

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