In vista di una riorganizzazione espositiva

Firenze: «Venere» e «Primavera» cambiano casa. Le opere del Botticelli trasferite in un’altra sala degli Uffizi

di Cristina Degl'Innocenti - - Cronaca, Cultura

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Galleria degli Uffizi. La Sala 41 con le opere di Botticelli

Galleria degli Uffizi. La Sala 41 con le opere di Botticelli

FIRENZE – La Venere si è trasferita. Si potrà comunque ammirarla nella Sala 41. Si tratta di un semplice trasferimento che permetterà il restauro e l’adeguamento degli impianti e una riorganizzazione degli spazi di quelle che fino ad oggi erano indicate e conosciute con il nome di Sala di Botticelli e Pollaiolo. Nel futuro dei due capolavori botticelliani e di altre opere la ricollocazione in spazi con una nuova organizzazione espositiva.

«Siamo al punto più delicato e forse anche più alto dei ‘Nuovi Uffizi – ha affermato Antonio Natali, Direttore della Galleria degli Uffizi –, giacché stiamo toccando uno dei luoghi nevralgici del museo. I capi d’opera di Botticelli sono le creazioni più ambite dell’intera collezione, sicché proprio per non interromperne la lettura, agli Uffizi s’è lavorato notte e giorno per creare un’altra sala che li ospitasse per tutta la durata della ristrutturazione. E alla fine credo che nel nuovo ambiente si potrà godere d’una visione delle opere di Sandro perfino più vibrante».

Nella sala 41, dove oggi sono temporaneamente collocate, in passato erano poste le grandi tele di Rubens. Lo spazio, restaurato grazie ad una donazione della Fondazione Friends of Florence. Sempre la Fondazione grazie ad un suo cospicuo contributo ha reso possibile il disallestimento e il successivo nuovo allestimento della Sala di Botticelli.Nella Sala 41 sarà temporaneamente esposta un’antologia di opere botticelliane. Tra cui, oltre alle due opere più famose dell’artista, anche «la Madonna del Magnificat» e «la Madonna del melograno», «l’Adorazione dei Magi», «la Calunnia», «la Madonna col Bambino e santi», «Pallade e il centauro»; il «Ritratto di uomo con la medaglia» e le «Storie di Giuditta». La sala accoglierà anche il «Trittico Portinari» di Hugo van der Goes, che, nell’ambito del riordino della Galleria, in futuro diverrà il fulcro di un’esposizione dedicata alla pittura quattrocentesca del nord dell’Europa.

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Cristina Degl'Innocenti

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