Il Parlamento di Atene ha solo 48 ore di tempo per varare riforme che tardavano da anni

Grecia, accordo con l’Europa: aiuti per 80 miliardi in cambio di taglio alle pensioni, aumento dell’Iva e fiscal compact

di Domenico Coviello - - Cronaca, Economia, Politica, Primo piano

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Angela Merkel (a sin.), Francois Hollande e Alexis Tsipras (a des.)

Angela Merkel (a sin.), Francois Hollande e Alexis Tsipras (a des.)

BRUXELLES – Entro mercoledì 15 luglio – ossia entro appena 48 ore -, il Parlamento della Grecia dovrà approvare, nell’ordine: la razionalizzazione dell’Iva, le misure per assicurare la stabilità a lungo termine del sistema pensionistico, la salvaguardia dell’indipendenza dell’istituto nazionale di statistica Elstat e l’attuazione piena del Fiscal compact.

Poi, entro il 22 luglio, il Parlamento dovrà dare il via libera all’adozione del nuovo codice di procedura civile e trasporre in legge la direttiva europea sulla risoluzione bancaria.

Sono queste le più importanti draconiane condizioni concordate nel corso dell’Eurosummit di Buxelles – una maratona notturna no stop di 17 ore – per avviare il negoziato per il terzo programma di sostegno finanziario della Grecia: circa 80 miliardi di euro di nuovi prestiti dall’Europa per risollevare l’economia ellenica completamente allo stremo, con le banche ancora chiuse e il razionamento dei prelievi ai bancomat per i cittadini. E’ dunque scongiurata, almeno per il momento, l’ipotesi che, come un fantasma, stava prendendo corpo in questi ultimi giorni: la cosiddetta Grexit, ossia l’espulsione della Grecia dal unione monetaria europea. Qualcosa che, da quando è stata istituita l’euro come moneta unica, non ha nessun precedente, e che perciò genera profonda inquietudine sia nei partner europei che nella Grecia stessa.

L’accordo nella notte più lunga di Bruxelles è stato trovato all’unanimità, fra i principali attori dei negoziati: da una parte il fronte dei rappresentanti delle istituzioni e dei creditori della Grecia: la cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente della Francia, Francois Hollande, il presidente della Commissione europea (in pratica il governo della Ue), Jean-Claude Junker, il presidente del Consiglio europeo e premier polacco Donald Tusk, il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem. E dall’altra il presidente del Consiglio della Grecia, Alexis Tsipras.

Per la cancelliera tedesca Angela Merkel adesso la fiducia tra i partner dell’Eurozona «potrà essere ristabilita» se quanto concordato sarà applicato nei tempi e nei modi stabiliti. «Questa mattina avevamo un unico obiettivo – ha dichiarato il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk -: l’accordo. E dopo 17 ore di negoziato finalmente siamo riusciti a ottenerlo».

«Abbiamo combattuto una dura battaglia. Ci troviamo di fronte a decisioni difficili», ha subito commentato il premier greco Alexis Tsipras. Ma queste decisioni, ha insistito, «permetteranno di mantenere la stabilità finanziaria della Grecia e daranno la possibilità del rilancio. L’applicazione non sarà facile». Le misure previste sono «quelle votate al parlamento greco», secondo il premier. «Rafforzano la recessione» ma «i 35 miliardi di euro di misure e ristrutturazione del debito» dovrebbero permettere «ai mercati e agli investitori di comprendere che la Grexit appartiene al passato». «La Grexit non ci sarà», gli ha fatto eco il presidente della Commisione europea Jean-Claude Juncker, confermando l’intesa. «Non ci sono né vincitori né vinti», ha detto. «Non penso che i cittadini greci siano stati umiliati. E’ stato un tipico accordo europeo».

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Domenico Coviello

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