Chiedono di eliminare vincoli e allargare la spesa

Anci e Upi: altre richieste al Governo. Agli enti locali i soldi non bastano mai

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

Stampa Stampa
Ministero economia e  finanze

Ministero economia e finanze

Regioni, province e comuni non sono mai sazie. Partendo dalla constatazione che sono stati fatti sacrifici importanti negli ultimi due anni, sindaci e presidenti di province tornano alla carica col governo per ottenere maggiori finanziamenti e per poter continuare a spendere i denari dei contribuenti, sempre più tartassati soprattutto dalle imposte locali.

UPI – Nell’Assemblea annuale, svoltasi a Vicenza, l’Unione delle province d’Italia sostiene che il Governo ha dato i numeri, che le cifre da cui si è partiti per decidere il contributo delle Province e delle Città metropolitane alla manovra economica 2015 – 2017 sono sbagliati. Con 1 miliardo di taglio in più nel 2016 che diventano 2 miliardi nel 2017, le entrate delle Province sono completamente azzerate e non ci sono risorse per garantire i servizi.  “I Sindaci che sono al Governo delle Aree vaste – ha detto Variati, presidente Upi – sono abituati a risolvere i problemi, contenendo al massimo i costi, come ben sa il Presidente Renzi che è stato Sindaco. Non stiamo difendendo la Provincia, ma se i numeri dicono che al netto dei tagli 2015, si fa fatica a dare risposte per la manutenzione e la sicurezza di 130 mila chilometri di strade e di oltre 5.000 scuole superiori, come si fa a pensare di tagliare altri 3 miliardi in due anni, 2016 e 2017, quasi azzerando le entrate delle Province? E’ evidente che i numeri passati al Presidente del Consiglio quando è stata scritta la Legge di stabilità erano sbagliati e rischiano di far fallire una buona legge, la riforma di province e città metropolitane, voluta dal Ministro Delrio e sempre sostenuta dal Presidente Renzi”.

ANCI – Gli fa eco Piero Fassino, Sindaco di Torino e presidente dell’Associazione nazionale dei comuni d’Italia: “Il decreto enti locali in conversione al Senato, che puntiamo a portare a buon fine, sia la conclusione di una fase e l’inizio, con la prossima legge di stabilità, di una nuova stagione nei rapporti tra governo ed enti locali. Noi avanzeremo proposte, per arrivare ad un patto che consenta di condividere le politiche di finanza pubblica, le dinamiche della spesa, gli investimenti e gli assetti istituzionali che deriveranno dalla riforma costituzionale e dall’entrata in vigore della Delrio”.

FASSINO – Fassino ha elencato le proposte dei sindaci. Per quanto riguarda le Città metropolitane ed enti di area vasta (vecchie Province) “essendo il 2015 un anno di transizione – ha sottolineato Fassino – abbiamo chiesto che queste siano liberate dall’obbligo di presentare il bilancio triennale 2015, 2016 e 2017 limitandosi al solo bilancio 2015 data la fase di transizione. Abbiamo poi chiesto che gli avanzi di esercizio 2014 possano essere conteggiati nei bilanci di Comuni, Città metropolitane e enti di area vasta in sede di bilancio preventivo e non soltanto a consuntivo”. Inoltre è stato richiesto al governo di prevedere, come già previsto nel decreto per i Comuni, “che anche le Città metropolitane e le vecchie Province siano liberate dal devolvere il 10% derivante di provenii delle alienazioni immobiliari”. Anci attende poi soluzioni per il superamento definitivo del Patto di stabilità che, ha sottolineato Fassino, “è la prima grande questione da affrontare”.

FUNZIONI, PERSONALE – L’Anci ha inoltre proposto che le funzioni di Polizia provinciale che si concentrano su tematiche ambientali e idriche siano date alle Città e agli enti di area vasta, così come il percorso di mobilità di personale eccedente verso Regione e Stato sia attivabile anche per eventuali esuberi in società pubbliche controllate da Città metropolitana e enti di area vasta. “Abbiamo infine chiesto una riduzione ulteriore delle sanzioni per chi ha sforato il Patto di stabilità dal 3 all’1 % e che siano rimossi sia per le Città metropolitane che per i Comuni i vincoli che oggi finalizzano la spesa e ci obbligano a utilizzare le risorse solo per determinate finalità”.  Su tutti questi punti il presidente dell’Anci ha avuto un primo incontro con il governo tramite il viceministro De Vincenti e il sottosegretario Baretta, in cui “abbiamo verificato una buona disponibilità ad accogliere questo nostre proposte. Abbiamo convenuto – ha concluso Fassino – di passare ora ad un esame tecnico per trasformare, proposta per proposta, le nostre richieste in emendamenti al decreto”.

Come si può notare, contagiati dall’ottimismo di Renzi e dalle sue affermazioni (siamo fuori dalla crisi, le riforme ci stanno salvando, non siamo più i malati d’Europa), tutti corrono di nuovo a chiedere quattrini. Ma non più di tre giorni or sono la Banca d’Italia ha ricordato che è stato stabilito il nuovo record del debito pubblico. Speriamo che qualcuno lo faccia capire anche agli enti locali. La Grecia è più vicina di quanto si pensi.

Tag:, , ,

Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.