Il disavanzo di 246 milioni supera il vaglio della magistratura contabile

Il bilancio 2014 della Regione Toscana «promosso» dalla Corte dei Conti

di Sandro Addario - - Cronaca, Economia, Primo piano, Top News

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La Sezione di Controllo regionale della Conte dei Conti ha approvato il bilancio della Regione Toscana

La Sezione di Controllo regionale della Conte dei Conti ha approvato il bilancio della Regione Toscana

FIRENZE – Il bilancio della Regione Toscana per l’esercizio 2014 è stato «promosso» dalla Corte dei Conti. Stamani 21 luglio la Sezione regionale di controllo per la Toscana della magistratura contabile, presidente Roberto Tabbita, ha approvato quella che in termini giuridici si chiama «decisione di parificazione». L’udienza della Corte si è svolta in forma pubblica, alla presenza delle massime autorità tra cui il governatore Enrico Rossi, il presidente del Consiglio Regionale Eugenio Giani, il prefetto di Firenze Alessio Giuffrida.

DISAVANZO – Questi i numeri principali. L’esercizio 2014 si chiude con un disavanzo di 246,5 milioni, «da ascriversi principalmente – si legge nella delibera della Corte – alla gestione di competenza con riguardo alla spesa in conto capitale ed alle risultanze della gestione sanitaria». Tenuto conto della ricostituzione di vincoli e residui degli anni precedenti (che stanno migliorando di 610 milioni) il disavanzo effettivo arriva a 2,6 miliardi di euro «per il quale è tuttavia possibile la copertura tramite indebitamento, ancorché ciò non sia necessario in ragione della presenza di giacenze di cassa».

CREDITI – Più in generale, la Regione Toscana ha manifestato un miglioramento nella capacità di riscossione di competenza rispetto agli accertamenti, passando da 59 per cento del 2008 al 77,5 per cento del 2014. La Regione risulta, secondo l’accertamento della Corte dei Conti, aver rispettato il patto di stabilità interno e le disposizioni di legge in materia di indebitamento. Nel 2014 non ha fatto ricorso ad anticipazioni di cassa.

DIPENDENTI – La Regione ha avviato un’ opera di riorganizzazione – anche in previsione dell’immissione dei dipendenti provinciali prevista dalla riforma Del Rio – riducendo la pianta organica del comparto regionale (Giunta, Consiglio, agenzie di informazione) da 2.873 unità a 2.540 con un ridimensionamento per i dirigenti che passano da 192 a 133.

PROCURATORE – Nella sua requisitoria, il neo procuratore generale presso la Corte dei Conti Andrea Lupi (che rappresenta l’«accusa») ha tra l’altro sottolineato la necessità di un costante monitoraggio sull’andamento del disavanzo, passato da 2594 milioni del 2013 ai 2622 milioni del 2014. Restano criticità sull’andamento delle società partecipate (perdono 5,3 milioni di cui 2,8 la sola Fidi Toscana spa) e sull’incidenza degli strumenti finanziari in derivati, che pesano ancora sul bilancio per 12,6 milioni, anche se in calo rispetto ai 13,5 milioni del 2013. Riserve sono state espresse anche sul numero dei giornalisti, a tempo indeterminato e con rapporti di collaborazione con Giunta e Consiglio Regionale, argomento su cui è già stato preannunciato un intervento del sindacato Associazione Stampa Toscana e dell’Ordine dei Giornalisti della Toscana. Pur con questi rilievi – si legge in una nota della Corte – «il Procuratore regionale ritiene che il Rendiconto Generale della Regione sia sostanzialmente regolare».

ROSSI – «Se il resto delle Regioni fosse come la Toscana, l’Italia assomiglierebbe molto alla Germania» ha commentato il governatore della Toscana Enrico Rossi al termine dell’udienza. «Possiamo migliorare – dice Rossi – ma la Toscana è parte dell’Italia e dell’Europa. Se il patto di stabilità impone un tetto di spesa, purtroppo dobbiamo rispettarlo. Lo sforzo deve essere quello di superarloe per questo lotteremo a Roma e Bruxelles. La Regione ha una liquidità di cassa di 600 milioni, che permetterebbe di pagare entro sessanta giorni tutti i fornitori. Non lo possiamo fare, perché il patto ce lo impone, ma è difficile da spiegare. Andrebbe invece tolto e data la possibilità a chi può di spendere: di spendere bene, ma di più. Senza questo tappo potremmo dare un ulteriore contributo alla crescita dell’economia, alla ripresa e del lavoro».

 

Scarica qui il Documento di sintesi della relazione sull’esercizio finanziario 2014 della Regione Toscana

 

Le autorità presenti all'udienza della Corte dei Conti

Le autorità presenti all’udienza della Corte dei Conti

 

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Sandro Addario

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