Palazzo Chigi non nasconde il suo disappunto

Fisco: il pasticcio dei dirigenti dell’Agenzia delle entrate retrocessi. Il rischio? Perdere 5 miliardi di tasse

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia

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Rossella Orlandi, direttrice dell'Agenzia delle Entrate,

Rossella Orlandi, direttrice dell’Agenzia delle Entrate,

Tra Palazzo Chigi e l’Agenzia delle Entrate, tra Renzi e la Direttrice dell’Agenzia, Rossella Orlandi – lì insediata dal premier – il feeling non sarebbe più dei migliori. In particolare per la questione dei 770 dirigenti ‘retrocessi’ in base alla sentenza della Corte costituzionale, il fisco avrebbe rallentato gli accertamenti sull’evasione fiscale, mentre anche la rivoluzione della dichiarazione pre-compilata non ha dato i risultati sperati. Inoltre il pasticcio del reverse charge, l’inversione contabile dell’Iva, ha creato un buco nei conti pubblici. La questione Agenzie, comunque, sarà affrontata a settembre, quando si comincerà a mettere mano al decreto attuativo della delega fiscale che trasferirà la vigilanza dell’organismo guidato dalla Orlandi dal Tesoro direttamente a Palazzo Chigi.

ORLANDI – «Abbiamo fatto e faremo tutto il possibile perché non ci siano danni ai cittadini e cali di gettito», ha detto il direttore dell’Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi, che ha anche rivelato di essere stata minacciata da una donna all’entrata dell’ufficio. La sua è stata una risposta alle indiscrezioni, che ormai si rincorrono da diversi mesi, di un possibile calo di gettito fino a 5 miliardi per il blocco dell’operatività dell’Agenzia dopo la sentenza della Consulta. Il caso più eclatante è quello della Lombardia. Là sono «sopravvissuti» alla falcidia solo un direttore generale e 3 dirigenti di cui uno, ha puntualizzato la Orlandi, andrà in pensione a settembre. Succede così che ai responsabili della Direzione provinciale I di Milano e della Direzione provinciale I di Roma siano stati attribuiti otto interim ciascuno, a quello della Direzione provinciale II di Milano addirittura undici.

DIRIGENTI – Resta dunque sul tappeto il problema dei dirigenti retrocessi, una falla che ha creato gli scompensi citati e che ha causato frizione fra Agenzia delle Entrate e Palazzo Chigi. Ma per la Presidenza del Consiglio la questione sembra ormai chiusa. La soluzione è quella contenuta in un emendamento firmato dal governo e depositato in Senato al decreto sugli enti locali. Per i dirigenti illegittimi non ci sarà nessuna sanatoria. Entro la fine del 2016, prevede il testo del governo, sarà bandito un concorso per coprire 578 posizioni. Si tratterà di un concorso per soli esami, e dunque il fatto di aver ricoperto in precedenza l’incarico non potrà essere fatto valere come un titolo. I posti riservati ai funzionari dell’Agenzia delle entrate saranno il 30% del totale.

FUNZIONARI – Nel frattempo l’Agenzia potrà assegnare con procedure trasparenti e con criteri oggettivi, quei 578 posti a funzionari della terza area con esperienza di almeno cinque anni. A questi funzionari verrà riconosciuta una indennità di 26 mila euro (oltre allo stipendio) e un premio di risultato che potrà aggiungere al massimo altri 5 mila euro annui alla retribuzione. Tutti questi incarichi scadranno comunque, alla fine del prossimo anno, quando il concorso per i dirigenti sarà stato chiuso e questi ultimi potranno prendere le redini degli uffici. Ma intanto, anche a causa di queste incertezze, la funzionalità del lavoro dell’Agenzia è semiparalizzata.

 

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

Commenti (1)

  • antonio

    |

    troppo difficile la gestione del fisco, ci vuole semplificazione, gli stessi dirigenti e funzionari che lavorano nell’agenzia delle entrate, laureati, con master, abilitati come dottori commercialisti o avvocati…la verità è che non sanno districarsi tra le tante e complicate norme tributarie.

    E’ un vero caos, creato da una legislazione di pessima qualità.
    La parola d’ordine per un fisco migliore è solo semplificazione.

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