Il rapporto dell'ente camerale regionale

Economia Toscana 2015: l’Unioncamere prevede una ripresa debole

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia

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Unioncamere

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FIRENZE – Unioncamere ha presentato il report che sintetizza l’indagine congiunturale del primo trimestre 2015 sull’economia toscana. “I valori negativi della produzione industriale con cui si è aperto l’anno non devono stupire, se consideriamo che il 2014 si è concluso lasciando un’eredità negativa sul 2015. Dal rapporto emergono comunque alcuni segnali positivi, come l’evoluzione ancora favorevole della domanda estera, e soprattutto – presso le imprese manifatturiere maggiormente strutturate – si consolida una ripresa occupazionale cui si affianca anche un leggero recupero delle forme contrattuali a tempo indeterminato”.

PRESIDENTE – Lo ha affermato Andrea Sereni, presidente di Unioncamere Toscana, commentando l’indagine congiunturale sull’industria manifatturiera nel primo trimestre 2015. “Abbiamo inoltre evidenze sul fatto che le imprese manifatturiere toscane – spiega Sereni – stanno cercando di riavviare un ciclo degli investimenti, a lungo fortemente compressi dalla crisi: sia sull’occupazione che sugli investimenti gioca del resto un ruolo determinante il miglioramento del clima di fiducia espresso dagli imprenditori, sebbene occorra segnalare come, al momento della rilevazione, non fossero ancora emersi nello scenario internazionale fattori di instabilità quali la crisi greca e l’esplosione della bolla speculativa cinese, che potrebbero indurre gli operatori a rivedere al ribasso le proprie aspettative”.

FUTURO – “Di fatto, per la maggior parte delle imprese, la ripresa dell’economia è al momento solo un’ipotesi che riguarda un futuro che tutti ci auguriamo prossimo; un’ipotesi dunque da corroborare con interventi in grado di far ripartire un ciclo positivo di investimenti anche pubblici puntando su priorità legate ad opere infrastrutturali che rafforzino la competitività dei nostri territori, con misure a sostegno dei progetti imprenditoriali legati all’innovazione tecnologica ed organizzativa, con la realizzazione di riforme che veramente servano alle imprese, dalla semplificazione burocratica alla giustizia civile. Due fronti su cui le Camere di Commercio possono dare un contributo tangibile all’azione del Governo e del Parlamento”, conclude Sereni.

Dunque la ripresa ancora non c’è, ci sono solo timidi segnali, ma evidentemente gli sforzi dei governi nazionale e regionale non riescono a produrre ancora (e siamo in ritardo rispetto al resto dei paesi economicamente avanzati della Ue) i risultati sperati. Tante promesse e tante chiacchiere, ma l’economia non decolla.

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Camillo Cipriani

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