Accordo a Palazzo Strozzi Sacrati

Firenze, rilancio della Fortezza da basso. Regione, Comune e Camera di Commercio uniscono gli sforzi

di Redazione - - Cronaca, Economia

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FIRENZE – Un investimento importante di diverse decine di milioni sulla Fortezza da Basso di Firenze, per completarne il piano di recupero, e un piano industriale per il rilancio di Firenze Fiera, che la Fortezza ha in concessione. I dettagli tecnici sono ancora in parte da studiare ma il percorso è già tracciato e definito, suggellato ieri nella prima seduta della Conferenza Regione – Città metropolitana, ovvero il luogo tenuto a battesimo ad aprile dove Regione e la grande Firenze affronteranno in futuro questioni di interesse comune. Come appunto il rilancio della Fortezza e la fieristica, ma anche lo sviluppo della rete tranviaria in tutta l’area metropolitana che è stato l’altro tema al centro dei lavori della riunione a Palazzo Strozzi Sacrati.

La Camera di Commercio di Firenze diverrà comproprietaria del complesso immobiliare della Fortezza. Lo farà grazie alla dismissione di parte del suo patrimonio immobiliare, il cui ricavato sarà reinvestito per realizzare il piano di recupero dell’immobile. Parte dei soldi serviranno infatti per l’acquisto da Regione, Comune e Città metropolitana della porzione di Fortezza. Ma siccome anche gli altri tre enti si sono impegnati a reinvestire gli introiti, alla fine l’intera cifra sarà utilizzata per il recupero e la valorizzazione dello spazio. Si parla di diverse decine di milioni.

Oggi la proprietà della Fortezza da Basso è divisa in tre: Regione, Comune di Firenze e Città metropolitana. In futuro i proprietari saranno quattro, tutti probabilmente con pari quote. Camera di Commercio nel frattempo già ha iniziato a studiare un piano industriale per il rilancio di Firenze Fiera, società partecipata che ha in concessione lo spazio fieristico. La solidità del piano industriale sarà condizione essenziale per portare a compimento l’intera operazione sulla Fortezza. Il rilancio di Firenze Fiera potrebbe inoltre aiutare la dimissione e futura uscita della Regione e della Città metropolitana dalla partecipata, una volta rimessa in carreggiata.

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