Dati sempre più drammatici

Lavoro, Istat: disoccupazione giovanile al 44,2%. Massimo storico. I sindacati attaccano il Jobs Act

di Paolo Padoin - - Economia, Politica, Primo piano, Top News

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I dati sul mercato del lavoro giovanile sono a livelli drammatici

I dati sul mercato del lavoro giovanile sono a livelli drammatici

ROMA – La disoccupazione giovanile balza ai massimi storici: mai cosi’ dal 1977. Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, cioe’ la quota disoccupati sul totale degli attivi (occupati e disoccupati), e’ stato pari a giugno al 44,2%, in aumento di 1,9% sul mese precedente. Lo ha annunciato l’Istat, sottolineando che dal calcolo sono esclusi i giovani inattivi, cioe’ coloro che non sono occupati ne’ cercano lavoro, nella maggior parte dei casi perche’ impegnati negli studi. Piu’ in generale, il numero di disoccupati – rileva l’Istat – è aumentato dell’1,7% (+55mila). Dopo il calo di aprile (-0,2%) e la stazionarieta’ di maggio, a giugno il tasso di disoccupazione cresce di 0,2% rispetto al mese precedente, arrivando al 12,7%. Nei dodici mesi il numero di disoccupati e’ aumentato del 2,7% (+85 mila) e il tasso di disoccupazione di 0,3 punti percentuali. Calano al contempo a giugno gli occupati dello 0,1% (-22 mila unita’) dopo la forte crescita di aprile (+0,6%) e il calo di maggio (-0,3%). Il tasso di occupazione, pari al 55,8%, cala di 0,1%. Rispetto a giugno 2014, l’occupazione scende dello 0,2% (-40 mila).

CGIL – “I dati Istat, che evidenziano le oscillazioni mensili dell’occupazione, soprattutto quella giovanile, l’instabilità di quest’ultima e il legame proporzionale tra inattivi e disoccupati, dovrebbero trasformarsi in un elenco programmatico per il governo: è ancora possibile modificare radicalmente il Jobs act e varare vere politiche attive, un sistema di ammortizzatori che risponda alle esigenze del mercato del lavoro, e un piano che crei nuova occupazione”. Così il segretario confederale della Cgil, Serena Sorrentino, commenta i dati Istat.Sorrentino sottolinea che dalle rilevazioni “emerge un aspetto significativo, cioè che il legame tra inattivi e disoccupati è direttamente proporzionale”: i primi a giugno sono 131mila in
meno rispetto allo stesso mese del 2014, e i disoccupati nello stesso periodo sono aumentati di 85 mila unità, segno della crescita di partecipaizone al mercato del lavoro. “Questo – afferma la dirigente sindacale – dovrebbe indicare al governo che occorrono vere politiche attive”.

AGENZIE – A tal proposito ricorda che “ieri è stato sottoscritto l’accordo con le Regioni sul nuovo modello di Agenzia per le politiche attive, ma nulla si dice su cosa sia chiamata a fare questa nuova struttura e, soprattutto, non ci sono risorse. Per contrastare la disoccupazione, soprattutto quella giovanile – continua – occorrono posti di lavoro e politiche di orientamento e formazione: quelle politiche attive che mancano nel Jobs act e che non possono limitarsi a una dote di ricollocazione per chi esaurisce la Naspi che non si sa bene né cosa sarà né come funzionerà”.
“Più complesso – spiega il segretario confederale della Cgil – il dato sugli occupati, che mostra oscillazioni mensili (ad aprile + 0,6%, a maggio – 0,3%, a giugno – 0,1 % ma + 0,1 nel trimestre) in particolare per l’occupazione giovanile, che si conferma quindi instabile e di breve durata”.
“Neanche in questo il Jobs act dà risposte – sostiene – ma il governo è ancora in tempo a modificare radicalmente i decreti non ancora emanati, in particolare quello sugli ammortizzatori e sulle politiche attive”.”E guardando alla prossima legge di stabilità – conclude Sorrentino – l’esecutivo, per una volta, compia una scelta per il Paese e non per un pezzo di interessi: smetta di dare soldi a pioggia alle imprese e finanzi un piano per il lavoro che crei occupazione in particolare giovanile, sblocchi da subito il turn over nella P.A. e faccia politiche di investimento legate alle nuove assunzioni”.

UIL – “Il trend di flessione dell’occupazione, dal mese di aprile a giugno, e il conseguente aumento dei disoccupati, soprattutto nella fascia giovanile, non sembra coincidere con le principali finalità di alcuni strumenti messi a punto dal governo. Siamo ai massimi storici per tasso di
disoccupazione giovanile e per platea di giovani scoraggiati, da cui ne deriva una evidente mal riuscita della garanzia giovani. E lo stupore è maggiore quando si legge il dato del costante calo degli occupati negli ultimi 3 mesi, a fronte di politiche volutamente introdotte dal governo per promuovere e incentivare assunzioni”. Lo dichiara il segretario confederale della Uil, Guglielmo Loy, commetando i dati Istat.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

Commenti (1)

  • Emilio

    |

    Basta propaganda di regime !
    Nel 1977 la disoccupazione era ferma al 7% …

    Rispondi

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