Al Senato raggiunto il numero legale con la presenza delle opposizioni

Pubblica Amministrazione: la riforma è legge. Il Corpo forestale confluirà nei Carabinieri. Ridotte prefetture e camere di commercio

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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Renzi-Madia

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ROMA – L’Aula del Senato ha approvato la delega sulla P.A, con 145 voti a favore e 97 contrari,nessun astenuto. A favore hanno votato Ap e Pd, contrari M5S, Fi, Ln, Cri, Sel, Gal ed Ala. La riforma della P.A. diventa così legge: le prossime tappe sono, dopo la firma del Capo dello Stato, la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, poi dovranno essere emanati i decreti di attuazione.Ci sono oltre 15 deleghe a cui seguiranno altrettanti, e forse più, provvedimenti: si va dalla razionalizzazione delle partecipate pubbliche al riordino della dirigenza, dalla digitalizzazione dei servizi al processo contabile, dal taglio delle prefetture a quello delle camere di commercio.

«Un altro tassello: approvata la riforma PA #lavoltabuona un abbraccio agli amici gufi», è stato il commento su Twitter del premier Matteo Renzi. In realtà proprio la partecipazione alla seduta dei ‘gufi’ (le opposizioni), che pur hanno votato contro, ha consentito la formazione del numero legale per la seduta del Senato.

Sono state confermate le principali novità della riforma, che Firenzepost aveva già anticipato, e in particolare:

– TRASPARENZA: accesso libero ai documenti e ai dati della pubblica amministrazione

– DIGITALIZZAZIONE: viene introdotta la “carta della cittadinanza digitale”, gestita da un dirigente ad hoc.

– LICENZIAMENTI PIÙ FACILI: in caso di azione disciplinare obbligo di portare a termine la pratica, compreso il ricorso alla sanzione più grave.

– LICENZIANBILITA’ DEI VERTICI: basta incarichi dirigenziali che possano essere ricoperti senza preoccupazione di rimozione. Viene infatti introdotto il criterio della valutazione. Se questa è negativa, due le possibilità: o lasciare l’amministrazione dello Stato, o accettare di passare da un incarico di dirigente a quello di funzionario. Inoltre viene introdotta la revoca o il divieto dell’incarico in settori esposti al rischio corruzione, quando c’è una condanna (anche non definitiva) da parte della Corte dei Conti al risarcimento del danno erariale per condotte dolose.

– ABOLITO IL VOTO MINIMO DI LAUREA: con un emendamento presentato dal Pd e votato la notte scorsa, viene abolito il requisito del voto minimo di laurea per partecipare ai pubblici concorsi.

– LOTTA ALL’ASSENTEISMO: passano dalle Asl all’Imps le funzioni di controllo sulle malattie.

– FUSIONE DEL CORPO FORESTALE con un’altra forza dello stato, come i carabinieri. Si prevede inoltre un riordino di tutte le forze.

– PARTECIPATE: più facile il commissariamento e drastica riduzione, così come per le camere di commercio.

– PREFETTURE: stessa sorte delle partecipate: il numero definitivo sarà indicato nei provvedimenti attuativi. Finora le anticipazioni parlavani di riduzione a 70 uffici dello stato sul territorio in totale. Eliminazione anche degli uffici ridondanti tra ministeri e enti di controllo e garanzia.

– GRANDI OPERE: semplificate le pratiche burocratiche per i cantieri. Si calcola un dimezzamento dei tempi.

– NUMERO UNICO PER EMERGENZE: è il 112 e varrà per tutti i tipi di problema o emergenza.

– LIBRETTO UNICO AUTO: grazie al previsto trasferimento del Pubblico registro automobilistico (Pra), retto dall’Aci, al ministero dei Trasporti, a cui fa capo la Motorizzazione, si punta alla creazione di unica banca dati per la circolazione e la proprietà, con un solo libretto.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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