Spettacolare rimonta delle azzurre

Mondiali di nuoto: argento per l’Italia nella 4×200 femminile grazie a una favolosa Pellegrini e alla toscana Chiara Masini Luccetti

di Redazione - - Sport

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staffetta 4x200KAZAN – La medaglia che mancava a lei e all’Italia del nuoto declinato al femminile. Una Federica Pellegrini in formato spaziale trascina la 4X200 sl a un podio storico ai mondiali di Kazan: un bis d’argento per l’olimpionica, dopo il secondo posto nella gara individuale. Ma accanto a una Federica stellare, capace di rimontare tre posizioni, c’è Chiara Masini Liccetti, 22enne di Calenzano, che aveva avviato la rimonta, trascinando l’Italia dal settimo al quinto posto,lanciando così la Pellegrini verso quel secondo posto che vale, per l’Italia, una magnifica medaglia d’argento. Un inedito per le azzurre della staffetta che dopo cinque finali, in altrettante edizioni dei mondiali, riescono a mettere a segno l’impresa nella città russa.

Un quartetto, quello composta da Alice Mizzau, Erica Musso, Chiara Masini Luccetti e Federica Pellegrini impreziosita dall’ultima e straordinaria frazione di Superfede e falla penultima di Chiara, lasciando onde e amarezza a Gran Bretagna, Svezia e Cina. Un secondo posto in 7’48″41 che vale oro per le azzurre, alle spalle delle statunitensi guidate da Missy Franklin e Katie Ledecky, in 7’45″37. Terza la Cina in 7’49″10, che ha scavalcato la Svezia, lanciatissima dall’inizio e crollata nel finale. E’ la quarta medaglia azzurra in vasca a Kazan dopo gli argenti della Pellegrini nei 200 sl, Gregorio Paltrinieri negli 800 sl e il bronzo della staffetta 4×100 sl maschile. E c’è grande attesa per i 1500 di Paltrinieri che chiudono la rassegna iridata.

Le azzurre, campionesse d’Europa, avevano centrato l’accesso in finale con il miglior tempo, ma in finale si sono superate: Mizzau ha aperto la staffetta chiudendo quarta con 1’57″50; poi il testimone è passato a Musso (settimo tempo in 1’58″66); Masini Luccetti lanciata si supera e in 1’57″52 riporta le compagne al quinto posto. Ma è la Pellegrini che ingrana la marcia e completa l’opera con una frazione da brividi in 1’54″73 (seconda solo a quella della Sjostroem – 1’54″31). Il bronzo non basta, l’olimpionica, che fa meglio anche della neo campionessa dei 200 sl Ledecky, e trascina tutte fino all’argento. Al quinto tentativo le azzurre possono far festa (a Roma 1994 settimo posto; a Fukuoka 2001 sesto; a Roma 2009 quarto e nella quaterna c’era la Pellegrini e a Barcellona 2013 settimo).

 

 

 

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