Il piano del segretario dell'Autorità di bacino

Arno: 70 milioni contro le alluvioni. Bene, ma c’è tanto da fare…

di Gaia Checcucci - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

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Arno in piena a Firenze

Arno in piena a Firenze

Il governo ha sbloccato i soldi per gli interventi contro il dissesto i idrogeologico. Si tratta di 650 milioni entro la fine del 2015. All’ area Metropolitana di Firenze, in particolare per l’Arno, spettano 70 milioni. Bene: ora ci sono tutte le condizioni tecnico normative e finanziarie per poter far partire i cantieri che ancora mancano e spingere velocemente i tempi di completamento di quegli avviati. I poteri ” speciali” attribuiti ai presidenti delle regioni in qualità di Commissari dal decreto 91 del 2014, le tempistiche ridotte e le procedure semplificate dello ” Sblocca Italia “, le coperture finanziarie per questo primo stralcio delle aree metropolitane tra cui la nostra, non consentono di perdere la sfida di trasformare la pianificazione di bacino che sulla carta esiste ed e’ aggiornata secondo le prescrizioni comunitarie della direttiva europea  sulla “gestione del rischio  alluvioni ” , nella “più grande opera strategica che vede la luce in tempi coerenti rispetto alla pericolosità a cui siamo esposti come paese.
PROGETTI – Come Autorità di bacino dell’Arno, insieme alla Regione Toscana abbiamo condiviso le priorità che fanno arte di questo primo stralcio: le 4 casse di espansione di Figline, il Mugnone e il Mensola. Quest’ultimo tra l’altro fa parte di quelle ” infrastrutture verdi” a cui la politica comunitaria e quella nazionale riservano particolare attenzione e priorità di finanziamento trattandosi di progettazioni e interventi funzionali non solo alla regimazione delle acqua ma anche alla tutela qualitativa e alla preservazione della biodiversità. La compatibilità con il futuro Parco significa questo. Sulle 4 casse di Figline inutile ripetere che solo il sistema in pieno funzionamento con sente la significativa riduzione del rischio per Firenze. Insieme al rialzamento della diga di Levane le 4casse sono indispensabili per poter affrontare un evento analogo al 1966.
COMUNI – Vorrei inoltre sottolineare che tutti i nostri interventi sono incrociati con le mappe di pericolosità aggiornate che proprio in questo periodo i Comuni stanno ” osservando” anche ai fini Vas e che unici in Italia, di concerto con la regione Toscana, entro la fine dell’anno pubblicheremo un quadro normativo nuovo – già redatto e che presenteremo con la regione a settembre – in allegato alle nuove mappe, che sostituirà il PAI e consentirà quella semplificazione normativa, razionalizzazione di procedure e accelerazione delle tempistiche autorizzative di cui molto si è parlato e si parla. In Toscana questo è già realtà: un unico quadro della pericolosità, un’unica cornice normativa.

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Gaia Checcucci

Gaia Checcucci

Segretario Generale
Autorità di Bacino del Fiume Arno

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