I Dem affogati nella lotta fra correnti

Direzione Pd: Sud e riforma del Senato, percorsi difficili per Renzi. In arrivo 500 mila emendamenti

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

Stampa Stampa
Renzi all'assemblea pd

Renzi all’assemblea pd

ROMA – Alla Commissione affari costituzionali sono stati presentati 513.441 emendamenti alla riforma del senato. A detenere il record della mole più numerosa di richieste di modifica è la Lega, seguita da Forza Italia e poi Sel. Nello specifico, ecco la ripartizione per singolo gruppo: Lega Nord: 510.293. Forza Italia: 1.075. Sel: 1.043. Diciassette gli emendamenti presentati  dalla minoranza Pd, tra cui figurano anche richieste di modifica all’articolo 2 sulla composizione ed elezione del Senato, e di modifica delle funzioni del futuro Senato e sull’elezione del presidente della Repubblica. Sono invece 31 gli emendamenti presentati da singoli senatori del Pd, non espressione della minoranza dem, che però non riguardano modifiche sostanziali dell’impostazione attuale del testo del ddl. Sale a 63 il numero complessivo degli emendamenti presentati dal Pd al ddl Boschi. Dai 48 iniziali (17 della minoranza e 31 dei singoli senatori dem), si è ora saliti a 63 richieste di modifica totali, viene riferito da fonti del gruppo a palazzo Madama.

DIREZIONE PD – Intanto Matteo Renzi ha parlato alla direzione Pd, nella riunione dedicata ai problemi del Sud, confermando che occorre intervenire sollecitamente, basta piagnistei: «Intorno al 15-16 settembre, alla ripresa dell’azione parlamentare ma prima della stabilità, vorrei che il Pd uscisse con un vero e proprio masterplan per il Sud, con una serie di proposte concrete». Però «se il Sud è in difficoltà non è colpa di chi avrebbe abbandonato il Sud. La retorica del Sud abbandonato è autoassolutoria. L’autoassoluzione è un elemento che concorre alla crisi del Mezzogiorno e del Sud».Adesso che larga parte del Meridione è governato dal Pd, tocca al partito guidato da Renzi individuare il modo per risolvere la crisi: «Il problema oggi non è la mancanza dei soldi. È la mancanza della politica» prima di sottolineare: «Non riapriamo la discussione se oggi i soldi sono troppi o troppo pochi», ma «non usiamo le difficoltà del Sud per guerre interne al partito. Non si può piegare il tema a fini correntizi»

SUD – E ha parlato anche di questione ambientale, di Pompei, dell’Ilva, ma nessun riferimento alla criminalità organizzata. Quindi ha difeso lo «Sblocca Italia»: «Non si può fare un racconto macchiettistico dello Sblocca Italia per cui sembra una trivella selvaggia ovunque. Non c’è nessuna trivella autorizzata dallo Sblocca Italia. Stiamo chiedendo di verificare se ci sono spazi per la ricerca e l’esplorazione». Il Mezzogiorno dovrebbe poter accogliere più visitatori: «Il numero di turisti che dall’estero vengono al sud è l’11%, senza la Sardegna, è la stessa percentuale di chi va in provincia di Bolzano, che è bellissima per carità di Dio ma è possibile? Io – ha concluso – vorrei raccontare il Mezzogiorno non come una serie di documenti» facendo riferimento allo Svimez, «ma come una serie di volti e di storie».

Il percorso dunque si presenta irto di difficoltà e trabocchetti. Per il Sud l’ennesimo tentativo di salvataggio, tutti finora miseramente falliti. Per il Senato una montagna di emendamenti, che renderanno la discussione parlamentare un vero e proprio percorso a ostacoli. Un futuro impegnativo per il premier.

Tag:, ,

Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.