In seguito ai tagli decisi dal governo Renzi

Sanità: quali esami e cure mediche pagheremo. Ecco l’elenco delle prestazioni non più gratuite

di Paolo Padoin - - Cronaca

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Nuovi tagli alla sanità

Nuovi tagli alla sanità

ROMA – ll decreto legge sugli enti locali,insieme ai tagli nei trasferimenti a Comuni e Regioni, ha previsto anche circa 2,3 miliardi di tagli al comparto Sanità. Saranno circa 180 le prestazioni diagnostiche messe fuori copertura, così come indicato della bozza di decreto che il ministero della Salute sta preparando. Una lista cui medici e operatori sanitari dovranno adeguarsi prima di prescrivere visite o esami. In assenza di gravi e conclamate patologie – infatti – analisi, visite specialistiche, risonanze magnetiche e tac saranno a carico del cittadino. Significa che coloro he non hanno disponibilità economiche non potranno curarsi. Dal punto di vista sociale, l’Italia governata da Matteo Renzi farà un salto indietro di oltre 50 anni. E allora vediamo quali prestazioni non saranno più gratuite.

CURE DENTALI – La copertura è prevista per i ragazzi fino ai 14 anni e per le persone con acclarati problemi economici. Il compito di fissare le soglie dell’indigenza economica è demandato alle Regioni. La bozza del documento “si limita a omogeneizzare le condizioni già applicate definendo esplicitamente i criteri utilizzati e specificando per ciascuna prestazione quali sono i soggetti beneficiari (minori fino a 14 anni, vulnerabili per motivi sanitari, vulnerabili per motivi sociali), lasciando comunque alle Regioni il compito di fissare le soglie di reddito o di Isee che discriminano la vulnerabilità sociale”. Le prestazioni di odontoiatria interessate sono 35 su 180 (20% circa).

TEST ALLERGOLOGICI – Fra le voci che verranno sottoposte a controlli più rigidi anche l’allergologia. Alcuni test allergologici e le immunizzazioni (i vaccini) dovranno essere prescritti solo a seguito di visita specialistica allergologica.

ESAMI DI LABORATORIO – Il contenimento dei costi interessa gli esami di laboratorio, anche se va detto che in molti casi sono pagati dai cittadini non esenti da ticket. Comunque la bozza ministeriale ci mette del suo – e del nuovo -, eliminando tendenzialmente i controlli generici. In alcuni casi, quando mancano fattori di rischio – per esempio, familiarità, ipertensione, obesità, diabete, malattie cardiache – il colesterolo e i trigliceridi possono essere ripetuti ogni tre anni. Restano sotto l’ombrello del servizio pubblico le diagnosi e il monitoraggio di alcune patologie, come la fibrosi cistica. Con tutta probabilità sarà compilato un elenco delle malattie ammesse a controllo preventivo.

TAC E RISONANZE MAGNETICHE – Per la diagnostica per immagini il provvedimento si è concentrato solo su Tac e Rmn degli arti e la Rmn della colonna con mezzo di contrasto, per un totale di 9 prestazioni. Il ministero ritiene che la prescrizione di queste prestazioni secondo i livelli di appropriatezza proposti possa contribuire anche a ridurre le liste di attesa.

DIALISI – Per quanto riguarda la dialisi, “le condizioni di erogabilità sono riservate alle metodiche di base (domiciliari e ad assistenza limitata) che risultano appropriate solo per pazienti che non presentano complicanze da intolleranza al trattamento e/o che non necessitano di correzione metabolica intensa. Si tratta di 2 prestazioni”.

MEDICINA NUCLEARE – Circa la medicina nucleare (scintigrafia, Pet), la prescrizione adeguata viene confinata a quattro prestazioni di carattere prettamente specialistico (previa, dunque, prescrizione del medico specialista), per le quali sono definite condizioni di erogabilità e indicazioni prioritarie, connesse soprattutto a patologie tumorali.

MEDICINA DIFENSIVA – L’amministrazione affronta anche lo spinoso problema della medicina difensiva, cioè tutte le questioni legate alle responsabilità medico legali conseguenti alle cure prestate. Si tratta di un argomento cruciale che non solo costa al sistema sanitario, ma incide sull’efficienza e sul funzionamento. In questi anni il numero delle denunce è cresciuto notevolmente, nonostante l’80% di esse siano risultate infondate. Tra le soluzioni, che potrebbero essere adottate, è prevista la distinzione tra medico dipendente e libero professionista in caso di errore presunto. Nel caso di medico dipendente dal servizio pubblico , la responsabilità civile sarà di natura extracontrattuale con tempi di prescrizione fissati a cinque anni. Infine ci dovrebbe essere l’obbligo di una preventiva conciliazione con il cittadino per le strutture pubbliche.

AGGIORNAMENTO DEL 23 settembre

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

Commenti (3)

  • ciro curti

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    E’ mai possibile che la povera gente riesce a mangiare appena e questi si permettono di eliminare tante prestazioni a chi veramente sta sull’orlo della fame perchè non si tolgono loro i medici da Montecitorio e tutti i servizi che hanno a nostre spese anzi li vengono curati anche il resto delle loro famiglie si devono vergognare per quello che stanno approvando tanto loro fanno la bella vita spero che un giorno tutto quello che noi stiamo subendo lo subiranno loro mi fermo qui

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  • filippo

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    Credo che l”abolizione dell’imu la pagheremo con la salute rinuncian.alle cure e alla prevenzione.i privati godono w.renzi.

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  • Pierluigi

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    E’ una fortuna che le supposte, da sempre a pagamento, costino tanto poco e che restino accessibili anche ai meno abbienti…………….

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