Le previsioni degli astronomi

Stelle cadenti Perseidi per la Notte di San Lorenzo 2015: senza luna sarà uno spettacolo

di Domenico Coviello - - Cronaca

Stampa Stampa
Stelle cadenti, la luna nuova favorirà la visibilità delle meteore

Stelle cadenti, la luna nuova favorirà la visibilità delle meteore

FIRENZE – Preparatevi. Per la notte di San Lorenzo del 10 agosto, e per le notti successive, le stelle cadenti dell’agosto 2015 stanno preparando uno spettacolo unico: sfrecceranno nel cielo da protagoniste, senza essere disturbate dalla luce lunare.

Le stelle cadenti più attese dell’anno, le Perseidi delle notti di agosto, promettono di essere davvero indimenticabili perché la luna nuova lascerà loro il buio sufficiente per risplendere. Naturalmente, per ammirarle in cielo, ci sarà da fare i conti con l’illuminazione pubblica e privata delle città e dei paesi, ma chi vorrà godersi lo spettacolo saprà come fare: un luogo un pò più appartato e la pazienza di aspettare. La mancanza di luce lunare farà il resto.

Come è noto le stelle cadenti non sono stelle ma meteore, ossia scie di luce che risultano dall’impatto di detriti rocciosi cosmici con l’atmosfera terrestre. Ogni anno, negli stessi periodi, la Terra, nel suo moto intorno al Sole, attraversa l’orbita di una cometa che lascia una scia di detriti. Entrando a contatto con l’atmosfera a una velocità di alcune decine di chilometri al secondo, questi piccoli frammenti di roccia s’infiammano, manifestando spettacolari scie luminose.

«Per ritrovare un cielo simile bisognerà aspettare ben tre anni», osserva l’astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope. «Un’altra notte di stelle candenti senza luna – aggiunge – ci sarà soltanto nell’agosto 2018». Astronomi, astrofili e appassionati del cielo sono già allerta, pronti a partecipare alle tante serate dedicate alle stelle cadenti in tutta Italia.

«Sebbene l’appuntamento più noto con le stelle cadenti sia quello della notte di San Lorenzo, il 10 agosto, il picco è atteso nella notte fra il 12 e il 13 agosto», spiega Paolo Volpini, dell’Unione Astrofili Italiani (Uai). Si può quindi cominciare al alzare gli occhi fin da adesso in cerca delle prime scie luminose.

«Ma non bisogna stancarsi di aspettare – avverte Volpini – e riprovare ogni notte, fino a quella fra il 12 e il 13 agosto». Le Perseidi si chiamano così perché il radiante, ossia il punto sulla volta celeste dal quale provengono le meteore, si trova nella costellazione del Perseo. A scatenare lo spettacolo è l’incontro della Terra con i detriti della grande cometa Swift-Tuttle, che ogni 133 anni si spinge nella zona più interna del Sistema Solare.

Tag:,

Domenico Coviello

Domenico Coviello

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.