Sono stati 501 nei primi 6 mesi del 2015. La denuncia del Sappe

Carceri d’Italia, in Toscana il più alto numero di atti di autolesionismo fra i detenuti

di Paolo Padoin - - Cronaca, Primo piano, Top News

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carceri italiane

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ROMA – Nel cuore dell’estate, come spesso accade, riemerge il dibattito sullo stato di salute delle carceri italiane. Oggi 10 agosto di «netto miglioramento» delle condizioni detentive nei penitenziari ha parlato il Dipartimento di amministrazione penitenziaria (Dap) del ministero della Giustizia, che ha da tempo avviato il monitoraggio per la verifica periodica degli interventi messi in atto per il miglioramento delle condizioni detentive, in linea con le prescrizioni dettate dalla sentenza Torreggiani.

Di tutt’altro avviso i sindacati di polizia penitenziaria, in particolare il sindacato autonomo Sappe: «Il Dap non dice – attaca il segretario Donato Capece – che le tensioni del sistema penitenziario italiano continuano a scaricarsi sulle donne e gli uomini del Corpo di Polizia Penitenziaria, quotidianamente impegnati a contrastare le tensioni e le violenze che avvengono nelle nostre carceri e che vedono spesso i nostri agenti, sovrintendenti e anche ispettori picchiati e feriti dalle violenze ingiustificate di una consistente fetta di detenuti che evidentemente si sentono intoccabili».

SUICIDI – Per Capece «dal 1 gennaio al 30 giugno 2015 nelle 198 carceri italiane si sono contati 19 suicidi di detenuti, 2 di poliziotti penitenziari, 34 decessi per cause naturali in cella, 465 tentati suicidi sventati in tempo dai poliziotti penitenziari e 3.163 atti di autolesionismo posti in essere da detenuti. Ancora più gravi i numeri delle violenze contro i nostri poliziotti penitenziari: parliamo di 2.095 colluttazioni e 449 ferimenti». «Ma il Dap queste cose non le dice – rincara la dose -: l’unica preoccupazione è evidentemente quella di migliorare la vita in cella ai detenuti. I poliziotti – conclude il segretario del Sappe – possono continuare a prendere sberle e pugni, a salvare la vita ai detenuti che tentato il suicidio nel silenzio e nell’indifferenza dell’Amministrazione penitenziaria…».

AUTOLESIONISMO – Molto preoccupanti sono anche i dati sull’autolesionismo dietro le sbarre. Campania, Puglia e Lombardia le regioni d’Italia nelle cui carceri sono contati maggiori ferimenti e colluttazioni: rispettivamente 55, 54 e 53. Mentre è nelle carceri della Toscana che si sono contati più atti di autolesionismo, 501, nel primo semestre del 2015.

AGGIORNAMENTO ORE 17.10

Una situazione particolarmente pesante, fra i penitenziari toscani, è quella del carcere fiorentino di Sollicciano. Gli agenti «ancora oggi sono costretti a lavorare in luoghi angusti, con decine e decine di neon divelti, senza un minimo di refrigerio con queste temperature, con infiltrazioni che hanno reso i muri impregnati di muffe e scrostamenti, tutte cose che rendono i luoghi sicuramente malsani e a nostro parere al limite, se non oltre, della legittima idoneità». La denuncia arriva da Santi Bartuccio della Fp Cgil Toscana, in una lettera indirizzata, tra gli altri, al provveditore dell’Amministrazione penitenziaria della Toscana, a prefetto e sindaco di Firenze, al presidente della Regione, al dg dell’Asl 10 e al garante per i diritti dei detenuti.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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