Reportage dalla Nave Palinuro

I cadetti dell’Accademia Navale «conquistano» Palma di Maiorca (Fotogallery)

di Sandro Addario - - Cronaca, Primo piano, Reportage, Top News

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Nave Palinuro ormeggiata a Palma di Maiorca

Nave Palinuro ormeggiata a Palma di Maiorca

da PALMA DI MAIORCA  (Spagna) – I cadetti dell’Accademia Navale di Livorno «conquistano» Palma di Maiorca. Sono arrivati domenica  10 agosto, quarta tappa della loro campagna di istruzione estiva, che, dopo la partenza da Livorno il 14 luglio, li ha visti finora ad Ajaccio, Cagliari e Palamos in Spagna.

Viaggiano a bordo di una nave goletta di eccezione gli allievi della 1ª classe dell’Accademia: la Nave Scuola Palinuro (tre alberi verticali più il bompresso, l’albero a prora quasi orizzontale) cui tocca il privilegio di sostituire l’Amerigo Vespucci, ancora fermo in cantiere a La Spezia per improrogabili manutenzioni. Con il Palinuro, comandato del capitano di fregata Gabriele Belfiore, viaggiano quattro prestigiose imbarcazioni a vela della Marina Militare: «Orsa Maggiore», «Capricia», «Stella Polare» e «Corsaro II», che a loro volta ospitano altrettanti team di allievi. Un vero e proprio gruppo navale agli ordini del capitano di fregata Marco Paolo Montella.

Durerà quattro giorni la sosta a Palma di Maiorca del «Gruppo Navi Scuola» italiano. Un’occasione per gli allievi per avere un pur breve «stacco» dall’impegnativa vita di bordo, fatta di ritmi cadenzati tra studio, addestramento marinaresco, turni di guardia e, quando avanza, qualche ora di sonno. Passaggi obbligati per chi, a 20 anni, ha scelto di mettersi alla prova per diventare ufficiale di Marina.

Nave Palinuro è ormeggiata, con i suoi 70 metri, qui a «Dique de Oeste» all’estremità del porto di Palma di Maiorca, davanti alle grandi navi da crociera che vi fanno sosta durante le rotte mediterranee. Tanti i click di macchine fotografiche all’indirizzo della goletta italiana, come pure numerose che barche private che si muovono dal porto turistico per «sfilare» con non celata curiosità e interesse davanti al Palinuro.

Giornata intensa anche quella di ieri 11 agosto, dopo la sveglia imparziale alle 6,30 a qualunque ora si sia andati a dormire. Tra i numerosi impegni degli allievi, dopo lo studio e un incontro con la stampa spagnola nazionale e locale, anche un’esercitazione (a punteggio e classifica) su come fare i nodi marinari. Anche nel secolo della tecnologia e della guerra elettronica, anche un futuro ufficiale di Marina deve saperlo fare: bene e più rapidamente possibile. Come nel caso – spiega un allievo che si sta allenando durante il turno di notte –  del «nodo scimmia», molto pesante e particolarmente necessario per lanciare una cima sulla banchina di un porto per favorire l’ormeggio della nave.

Pomeriggio culturale per un gruppo di cadetti. Dopo la puntuale quanto inflessibile «ispezione» prima dello sbarco dalla nave, per verificare che la divisa sia in perfetto ordine (giacca, cravatta e berretto a visiera per tutti, gonna e inderogabili calze di nailon per le ragazze a dispetto dei 37 gradi all’ombra), si parte per una visita alla città di Palma di Maiorca. Un’occasione per conoscere l’antico castello, il centro della città, la cattedrale, il «Palacio Real de la Almudaina». Ma anche un’occasione per tanti turisti e per gli stessi maiorchini per fermarsi e non perdere una foto con i «marineros» italiani.

Alla sera cadetti ancora una volta protagonisti a bordo del Palinuro per un incontro conviviale con autorità locali ed esponenti della comunità italiana di Palma di Maiorca. Sorridenti e disponibili, quasi la stanchezza della giornata non li avesse riguardati, sono loro – con i loro comandanti – ad intrattenere gli ospiti. E tutto questo, a 20 anni, non è davvero poco.

 

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(1 – CONTINUA)

 

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Sandro Addario

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