Commemorata la medaglia d’oro Emilio Bianchi l’eroe di Alessandria d’Egitto

Accademia Navale: vita da allievo a bordo della Nave scuola «Palinuro» in viaggio nel Mediterraneo (Fotogallery)

di Sandro Addario - - Cronaca, Primo piano, Reportage

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Allievi dell'Accademia Navale in addestramento su Nave Palinuro

Allievi dell’Accademia Navale in addestramento su Nave Palinuro

COSTE DELLA SARDEGNA – Poco meno di mezz’ora ogni mattina per svegliarsi, prepararsi, riordinare l’armadietto e, soprattutto, riavvolgere l’amaca dove si è dormito la notte. Comincia così la giornata tipo dell’allievo della 1ª classe dell’Accademia Navale, qui a bordo della nave scuola «Palinuro»  in navigazione nel Mediterraneo per la campagna d’istruzione estiva dei futuri ufficiali di Marina.

SACRIFICIO – Tutti ragazzi e ragazze di circa 20 anni, che, tra le opportunità della vita in famiglia e la vuota spensieratezza di tanti coetanei, hanno scelto di confrontarsi con una vita di sacrificio e di impegno. Alla base non mancherà una prospettiva economica nel lavoro che vogliono svolgere, ma è indubbio che senza una passione e una motivazione di fondo non avrebbero fatto un passo. Lo si vede nei loro sguardi convinti che riescono a vincere anche la stanchezza delle non molte ore di sonno a disposizione.

LA CLASSE – Gli spazi, qui sul Palinuro, sono quelli di una nave di una cinquantina di metri per dieci, che attualmente sta ospitando oltre 130 persone, tra equipaggio e 41 cadetti. Altri di loro sono a bordo delle barche a vela scuola della Marina («Orsa Maggiore», «Corsaro II», «Stella Polare» e «Capricia») che stanno seguendo Nave Palinuro. Un ultimo gruppo (in tutto gli allievi della 1ª classe sono 105) sta facendo addestramento all’Isola della Maddalena dove nei prossimi giorni daranno il cambio a chi è imbarcato.

APPARTENENZA – Il «locale allievi» serve a tutto: studiare, mangiare, ascoltare conferenze e lezioni, e (con l’amaca finalmente aperta) anche per dormire. La vita militare e la coesione tra appartenenti allo stesso corso cominciano anche da qui. Quando, tra qualche anno, le loro strade si divideranno, è più facile che l’uno si ricordi dell’altro non solo con il nome di battesimo, ma anche e soprattutto per essere stati «compagni di corso», un identificativo che li accumunerà per tutta la vita. Manca solo il nome del «loro» corso, ma è ormai questione di ore. Lo decideranno proprio gli stessi allievi dopo una sorta di «conclave» che si svolgerà durante la sosta all’Isola della Maddalena.

DISCIPLINA – Il tempo necessario per la colazione e poi via sul «cassero» il ponte del Palinuro dove tutte le mattine si tiene l’assemblea allievi. Il comandante alla classe, il capitano di corvetta Roberto Ruggiero, impartisce le istruzioni operative della giornata, non mancando di evidenziare dove si può (anzi si deve) fare di più e meglio. Che, tradotto, significa anche applicare sanzioni come giorni di consegna, quando necessario. La disciplina non consente deroghe.

ATTIVITA’ – La giornata è lunga, ma scorre scandita senza soste e incertezze. «Mancano 13 minuti alla riunione»,  «Tra 10 minuti la seconda squadra deve essere sul cassero», «Fare presto»: queste tra le frasi più ricorrenti, solo per fare alcuni esempi. Costantemente monitorati dagli ufficiali in sottordine alla classe, i Sottotenenti di Vascello Daniela Sutera e Davide Gardini, e dai Guardiamarina inquadratori Fabiola Ratano, Maria Francesca Soccio, Maurilio Balsamo, gli allievi si dividono tra chi è di vedetta e chi di guardia in plancia e in sala macchine. Una squadra è poi sempre pronta ad intervenire in aiuto all’equipaggio della nave per le occorrenze di bordo, tranne quando l’altoparlante annuncia: «Prepararsi al posto di manovra». È il momento in cui ci sono da aprire e chiudere alcune delle 15 vele del Palinuro e occorre un lavoro di squadra completo. Tutti gli allievi lasciano allora il proprio impegno e si riuniscono sul cassero agli ordini del Nostromo di bordo.

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LEZIONI – Al mattino un team di allievi, a rotazione, partecipano al briefing operativo con il Comandante, il capitano di fregata Gabriele Belfiore, e gli ufficiali del Palinuro per illustrare le previsioni meteo nel corso della rotta stabilita per quel giorno e per i successivi. Lavoro, studio, ginnastica, osservazioni astronomiche, lezioni di navigazione e meteorologia, esercitazioni di matematica e materie scientifiche per chi deve ripetere alcuni esami. Come pure non mancano lezioni di inglese con il Tenente di Vascello Bridget Riordan della US Navy.

VELE – Spettacolari ed emozionanti, almeno per il cronista ospite a bordo, le operazioni di manovra sui pennoni delle vele, a una ventina di metri di altezza, dove i futuri ufficiali si arrampicano letteralmente come scoiattoli e lavorano sotto l’occhio e l’aiuto esperto dei nocchieri.

PAUSE – Il tempo scorre velocissimo. L’unico «stacco» è qualche ora di libera uscita (la «franchigia») durante le soste nei porti o di accompagnamento a visitare luoghi d’interesse culturale. Come pure, durante la navigazione, non è mancato qualche, pur raro, momento «ludico». Dalle «Palinuriadi», gare agonistiche con l’equipaggio durante una sosta nella rada di Palma di Maiorca, al «Palinuro’s Got Talent» uno spettacolo teatrale di satira e musica tutto organizzato dagli allievi, tradizionale appuntamento durante le campagne estive dell’Accademia.

È già passato oltre un mese dalla partenza del Gruppo Navi Scuola da Livorno. È volato in un attimo secondo l’opinione di tutti. Manca ancora un altro mese al rientro, previsto per il 19 settembre sempre a Livorno. Ma arriverà in un momento.

COMMEMORATA LA MEDAGLIA D’ORO EMILIO BIANCHI

La scomparsa della medaglia d’oro al valor militare Emilio Bianchi, uno degli eroi della leggendaria impresa di Alessandria d’Egitto durante la seconda guerra mondiale, è stata ricordata anche a bordo di Nave Palinuro. Mentre ieri 17 agosto a Torre del Lago (Lucca) si celebravano i funerali dell’allora capo palombaro Bianchi, morto nel giorno di Ferragosto a 103 anni, sul ponte della Nave Scuola Palinuro ufficiali, sottufficiali e cadetti della 1ª classe dell’Accademia Navale hanno ascoltato sugli attenti la motivazione della medaglia d’oro. Due allievi hanno illustrato ai colleghi il contesto storico dell’impresa di Alessandria d’Egitto, dove nella notte tra il 18 e il 19 dicembre 1941 tre «siluri a lenta corsa» (i Slc, più noti come i «maiali»), con due marinai ciascuno a bordo, riuscirono a penetrare nel sorvegliatissimo porto e a danneggiare alcune navi da guerra inglesi, tra cui la corazzata Valiant che affondò.

 

Commemorazione della medaglia d'oro Emilio Bianchi sul ponte di Nave Palinuro

Commemorazione della medaglia d’oro Emilio Bianchi sul ponte di Nave Palinuro

 

(4 – CONTINUA)

 

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Sandro Addario

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