Serve per assunzioni brevi presso privati e imprese

Economia: i buoni lavoro (nel 2015 ne sono stati emessi 50 milioni) incentivano l’impiego. Boom dell’occupazione femminile

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica, Primo piano, Top News

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Un'operatrice al lavoro a Pitti Filati

Un’operatrice al lavoro

ROMA – Complici la crisi e l’allargamento del raggio d’azione, i “buoni lavoro” – introdotti nel 2008 per i mini-lavori occasionali, per le attività stagionali e come veicolo di emersione del “nero” – hanno varcato a giugno la soglia di 200 milioni di vendite, l’equivalente di 2 miliardi di euro.

VOUCHER – Il voucher (o «buono lavoro») è uno strumento creato per assicurare ai privati la possibilità di «comprare» un aiuto per i piccoli lavori e per consentire alle imprese una flessibilità, quasi in tempo reale, utile a tappare improvvisi buchi organizzativi o a rispondere prontamente a picchi di attività, nella totale trasparenza e correttezza fiscale, previdenziale, assicurativa.
Dalla sperimentazione in agricoltura hanno preso progressivamente quota anche in altri settori, a partire da commercio e turismo. Secondo l’ultimo monitoraggio dell’Inps, nel primo semestre del 2015 sono stati venduti quasi 50 milioni di tagliandi del valore nominale di 10 euro, con un aumento del 74,7% rispetto allo stesso periodo del 2014, con punte del 95,2% e dell’85,3% rispettivamente nelle isole e nel Meridione. Sono proprio tre regioni del Mezzogiorno a guidare la classifica degli aumenti: Puglia (+98,3%).

GIOVANI – Nelle intenzioni dei governi che si sono succeduti dal 2008 in poi erano destinati a pensionati e cinquantenni fuori dal ciclo produttivo, ma con la crisi sono sempre più numerosi i giovani che fanno ricorso a questo tipo di impiego saltuario. Da sei anni a questa parte infatti l’utilizzo dei voucher è salito notevolmente. Nel 2014, secondo i dati della Cna, hanno superato i 69 milioni, aumentando di 129 volte in sei anni. Nel 2008, infatti, erano 535mila e 985, mentre nel 2012 avevano già raggiunto la quota di 23 milioni, 817mila e 325. Il Centro Studi della Cna, su dati Inps, stima in circa 33mila i posti di lavoro a tempo pieno creati dal diffondersi di questo strumento.

DONNE – Nel mercato dei voucher dunque sono entrati i giovani, ma soprattutto le giovani. Nel 2014 le donne hanno superato gli uomini tra i lavoratori che ricevono pagamenti via «buoni lavoro». Crollata anche l’età media, che scende di circa 23 anni sia per gli uomini che per le donne. Nel 2008 quattro su cinque lavoratori via voucher erano maschi con un’età media vicina ai 61 anni, mentre le donne avevano oltre 56 anni e mezzo. Nel 2014 l’età media è calata vertiginosamente a quasi 38 anni per gli uomini e a 34 anni e mezzo per le donne. L’anno scorso le donne sono arrivate a quasi il 52 per cento del totale; in sei anni sono cresciute di ben 97 volte, mentre gli uomini si sono fermati a 25.

«Il voucher rappresenta uno strumento utile e flessibile per permettere a domanda e offerta di lavoro temporaneo di incontrarsi e accordarsi con patti chiari. Il voucher consente inoltre all’imprenditore di saggiare le qualità e le attitudini dei giovani» spiega la Cna. Si tratta di un sistema di impiego utile, ereditato dal governo Renzi, che ha prodotto nuovi impieghi, sia pure temporanei, al pari del tanto celebrato Jobs Act, finora in realtà molto poco efficace.

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Camillo Cipriani

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