Per rendere effettiva la ripresa occorre abbattere il cuneo fiscale

Lavoro: il Governo in cerca di 2 miliardi per confermare gli sgravi anche nel 2016

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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ROMA – Nonostante le misure adottate dal governo, come la riduzione dell’Irap, la decontribuzione triennale per i nuovi assunti a tempo indeterminato «l’onere fiscale sul lavoro e sul capitale è molto elevato rispetto agli altri Stati membri». Le ultime stime mostrano che l’aliquota è stata pari al 42,8 per cento, la più alta dell’Unione e ben al di sopra della media del 36,1. Il cuneo fiscale – ovvero la differenza fra quanto paga in tasse il datore di lavoro e lo stipendio dei suoi dipendenti – resta fra i più alti, e lo scarto con i partner nel frattempo è sceso solo «di un quarto».

Per il 2016 occorre dunque che Renzi trovi il sistema di dare nuova spinta alle assunzioni. Al Sud gli incentivi esistono da 25 anni, ma non hanno cambiato nulla; è necessario dunque un robusto taglio ai contributi sul lavoro per il numero più ampio possibile di imprese. Confermare la decontribuzione triennale sui nuovi assunti costa altri due miliardi nel 2016, fra i quattro e i cinque nel 2017 e 2018. Bisogna fare di più; oggi l’aliquota media è del 33 per cento, ogni punto in meno costa fra i due e i tre miliardi. Ma perché il taglio sia visibile non sarebbero sufficienti nemmeno tre punti.

Una decontribuzione triennale per tutti i nuovi assunti e per sempre costerebbe a regime, ovvero in cinque anni, fra i 13 e i 15 miliardi di euro. Per finanziarla tre possibili interventi: un taglio monstre della spesa (ma finora Palazzo Chigi ha speso più parole che fatti), più tasse (ma il premier ha già promesso una diminuzione), o il sì di Bruxelles a un aumento del deficit vicino al famigerato tre per cento e una nuova clausola di flessibilità. Obiettivo difficile, ma non impossibile, ma occorrerà convincere i partners e i burocrati europei della bontà della strada intrapresa. Ma il falco Schäuble e frau Merkel ci attendono al varco.

 

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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