Ennesimo tormentone di un'estate difficilissima per i viola

Fiorentina: intrigo Joaquin. Vuole il Betis ma il club non lo molla. Guerini: «Faremo di tutto per tenerlo»

di Massimiliano Mugnaini - - Sport

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Nikola Kalinic è stato presentato oggi al Franchi

Nikola Kalinic è stato presentato oggi al Franchi

FIRENZE. Intervenendo alla presentazione di Nikola Kalinic, il dirigente viola Vincenzo Guerini l’ha buttata là, tra il serio e il faceto: «Doveva esserci Daniele Pradè ma non ha più il fisico: si è ammalato. Si tratta di febbre da stress… per il calciomercato».

TORMENTONI. Solo una batutta, magari, ma resta il fatto che questa estate per gli uomini mercato dei viola è stata davvero estenuante. Prima il caso Montella, poi quello infinito di Salah, in mezzo l’incredibile vicenda Milinkovic Savic. E ora, a pochi giorni dell’inizio del campionato, Joaquin.

JOAQUIN. Già, perché lo spagnolo che Paulo Sousa voleva trasformare nel leader della nuova Fiorentina ha espressamente chiesto ai dirigenti di essere ceduto. A 34 anni considera irrinunciabile l’offerta del Betis Siviglia – trienale con opzione per il quarto – e vuole tornare a casa, in Andalusia.

CONTRATTO. C’è però un piccolo particolare: il contratto che lo lega fino al 30 giugno al club dei Della Valle. «E per quello che ne so  io – ha detto lo stesso Guerini questa volta indubbiamente serio – la società farà di tutto per farlo rispettare».

RINNOVO. A Joaquin era stato anche proposto il rinnovo dell’accordo ma nella sua testa, lo spagnolo ha deciso: nelle ultime ore avrebbe anche salutato gli amici fiorentini più stretti e il suo procuratore non perde occasione di dichiarare che vuole soltanto il Betis dell’ex dt viola, Edoardo Macia. Difficile dire come voglia muoversi davvero la Fiorentina: di sicuro è il caso di far presto perché in caso di addio dell’andaluso, servirebbe al più presto un sostituto.

KALINIC. Sull’argomento ha detto la sua anche Nikola Kalinic, che nonostante fosse il suo giorno, ha forzatamente perso la ribalta. «Joaquin ha fatto molto in carriera, anche per questa maglia, mi dispiacerebbe molto dovesse andar via».

NOVE. Anche se appena arrivato, il croato pare avere già capito diverse cose, al di là del debutto con gol di sabato scorso contro l’Iraklis. E non sembra comunque essere il tipo da avere timore: lo dimostra la scelta della maglia. «Ho preso il 9 semplicemente perché l’ho vestito fin da bambino. So che da me la gente si aspetta i gol».

IBRA. Così, semplicemente. Esattamente come quando gli chiedono a chi si ispiri. «Mi piacciono molto Drogba e Ibrahimovic». Non proprio due qualsiasi. Come del resto Mario Gomez, che il croato sarà di fatto chiamato a sostituire. «Evidentemente il campionato italiano non era adatto a lui, non ho paura di prendere il suo posto anche se mi servirà per forza del tempo per ambientarmi».

FIRENZE. D’altra parte, nel suo destino c’era Paulo Sousa, che lo aveva cercato anche per portarlo a Basilea la scorsa stagione. «Appena ho saputo dell’interesse della Fiorentina ho fatto grande pressione coi miei dirigenti (del Dnipro, campionato ucraino, ndr) per venire qui. Avevo il desiderio di giocare in Italia e sono contento di averlo realizzato». La lotta per una maglia da titolare con Babacar è già iniziata: magari all’inizio sarà appannaggio del senegalese, ma occhio perché il croato dà l’idea di essere uno che scala facilmente posizioni.

 

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