E le tragedie nel Mediterraneo non si fermano

Immigrazione: oltre 100.000 persone accolte da gennaio. Il costo? Oltre un miliardo di euro

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

Stampa Stampa
Migranti

Migranti

Non cessano gli arrivi e gli sbarchi in Italia dei disperati che varcano il Mediterraneo e che purtroppo spesso perdono la vita nella traversata organizzata da trafficanti senza scrupoli, gli scafisti. Nel 2015 si è già raggiunta la cifra di 2300 morti, 500 in più del 2014, e le morti continuano: per ferragosto si sono contate altre 49 vittime.
MIGRANTI – Ma quanti sono i migranti accolti in Italia a partire dal 1 gennaio? Secondo le ultime stime del Ministero dell’interno ad oggi sono oltre 100mila quelli ospitati in Italia come rifugiati o aspiranti tali. Con un costo di più di un miliardo di euro l’anno: infatti per ogni migrante sborsiamo 37 euro al giorno, 45 se minori. E qual’è il trattamento riservato ai profughi o sedicenti tali, che molti forse ignorano, a partire da alti prelati che hanno criticato la politica dell’immigrazione attuata dal governo e la posizione di alcuni partiti?
PROFUGHI – Paghiamo loro vitto e alloggio nei Cara (centri di accoglienza per i richiedenti asilo), nelle strutture temporanee e nell’ambito dei progetti Sprar (sistema di protezione per i richiedenti asilo). Agli immigrati inoltre sono concessi molti benefit che vanno dal pacchetto delle sigarette, agli spostamenti in taxi (tramite noleggio con conducente), all’assistenza sanitaria, ai corsi di lingua italiana e i cosiddetti pocket money. Questi ultimi vanno da 2,5 euro per persona a 7,5 per nucleo familiare.
SPESE – Il profugo ha a disposizione un kit che comprende dentifricio, spazzolino, sapone, shampoo, rasoi, scarpe, ciabatte, asciugamani e magliette. E per comunicare con amici e parenti vengono loro consegnate schede telefoniche da 15 euro. A queste cifre occorre aggiungere le spese che l’Italia e l’Europa affrontano per gli sbarchi, dal salvataggio dei barconi agli spostamenti in pullman per tutta la penisola.
PROVENIENZA – Il maggior numero dei profughi proviene dall’Eritrea (più di ventimila), seguono i nigeriani (circa diecimila), somali (settemila) e siriani (cinquemila). La regione che mette a disposizione più posti di tutti è la Sicilia (ha superato da un mese quota 15mila). Al secondo posto a pari merito Lombardia e Lazio che accolgono tra i novemila e i diecimila migranti a testa. La Toscana veleggia verso i 5.000.
OSPITI – A novembre 2014 gli ospiti delle strutture di accoglienza erano ‘soltanto’ (si fa per dire) 61.500. L’aumento delle richieste d’asilo è costante, triplicate da due anni a questa parte, e anche per questo intorno all’accoglienza si è creato un vero e proprio business. Oltre ai centri gestiti dallo Stato ci sono quelli affidati alle cooperative che, tramite la supervisione del Comune, fanno affari milionari come quelle coinvolte nello scandalo di Mafia Capitale. Nel costo giornaliero per immigrato entra un po’ di tutto.
ROMA – La Prefettura di Roma, ad esempio, nei mesi scorsi ha pubblicato un bando per l’istituzione di un albo di noleggiatori a cui affidare incarichi per il trasporto di migranti dai posti di frontiera ai centri di accoglienza con tariffe da 1,2 a 2,6 euro a km. Anche il menù è regolamentato da norme rigide nel «rispetto delle abitudini alimentari degli ospiti», comprensivo di «primo, secondo, contorno e frutta di stagione», un pasto vario, nutriente e sostanzioso.
PROCEDURA – Come si dipana la procedura per essere ospitati in questi centri? Una volta sbarcati gli immigrati sottopongono le proprie domande di asilo a una commissione territoriale. Il problema è che l’attesa del verdetto tarda anche sei mesi, e gli immigrati restano nei centri d’accoglienza fino a un anno e mezzo, trasformando una realtà che dovrebbe essere temporanea in permanente.
COMUNI – La situazione, nei rapporti con le collettività che ospitano i profughi, è resa più difficile anche dalla circostanza che costoro, in generale, non potevano lavorare o ‘ricambiare’ chi li ospita e li mantiene svolgendo lavori di pubblica utilità. Adesso alcuni comuni hanno iniziato a fare convenzioni con le cooperative sociali per far lavorare gratuitamente (ma volontariamente) gli aspiranti profughi per mantenere giardini, rimettere a posto le scuole ecc. Alcuni profughi a Firenze, in questo spirito, hanno collaborato per rimettere a posto i danni causati dal recente nubifragio che ha colpito la città. E’ questo un esempio da seguire tanto che il Comune ha intenzione di attribuire 500 profughi come addetti alla protezione civile perché svolgano servizi di pubblica utilità.
MINISTERO – In ogni parte d’Italia ci sono cittadini di buon cuore che si prodigano per l’accoglienza, ma anche molti che, trovandosi loro stessi in difficoltà, mal sopportano il trattamento – considerato di favore – nei confronti dei profughi. Spesso scoppiano rivolte e proteste popolari, soprattutto quando il numero dei migranti diventa eccessivo in rapporto alla popolazione residente oppure quando qualche improvvido prefetto tenta di inserire quote di migranti in zone già di per sé in difficoltà (come quelle terremotate dell’Emilia). Considerata questa situazione, Ministero dell’Interno e Regioni, nello sviluppare la ripartizione dei profughi nei differenti territori, dovrebbero prestare maggior ascolto alle esigenze dei sindaci e delle comunità locali per evitare il deflagrare di conflitti sociali, com’è già avvenuto per esempio in Grecia, a Kos, dove gli abitanti hanno dato l’assalto al centro di accoglienza scontrandosi con la polizia.

Tag:, , ,

Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.