Il lancio con un razzo H-IIB dalla base giapponese di Tanegashima

Missione spaziale Calet: le università di Firenze, Pisa e Siena e caccia di particelle cosmiche con i giapponesi di Jaxa

di Redazione - - Cronaca, Economia

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Stella supernova nello spazio

Stella supernova nello spazio

ROMA – È stato lanciato il cargo senza equipaggio Htv-5 dell’Agenzia Spaziale Giapponese (Jaxa), trasporta 4,5 tonnellate di rifornimenti per la Stazione Spaziale Internazionale compresa acqua, materiali per gli esperimenti e pezzi di ricambio. Ma il fatto rilevante è che questa iniziativa parla italiano e, in particolar modo, toscano: soprattutto senese, fiorentino e pisano.  Capofila della partecipazione italiana alla missione è l’università di Siena, vi partecipano ricercatori delle università di Pisa, Firenze, Padova, Tor Vergata e dell’Istituto di Fisica Applicata del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) di Firenze.

Il lancio è avvenuto con un razzo H-IIB dalla base giapponese di Tanegashima. Questa è il secondo lancio riuscito di una missione cargo dopo due fallimenti consecutivi: del cargo russo Progress, andato perduto il 28 aprile scorso in seguito ad un problema tecnico e della navetta Dragon persa il 28 giugno scorso per un malfunzionamento del lanciatore Falcon X.  Ma ripetiamo: c’è anche un ‘cacciatore’ di particelle cosmiche che parla italiano a bordo del cargo giapponese HTV5. Si chiama Calet (CALorimetric Electron Telescope) ed è una missione dell’Agenzia spaziale giapponese (Jaxa) in collaborazione con Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e Nasa.

Andrà ad affiancarsi al cacciatore di materia oscura AMS-02, installato sulla Stazione nel 2011 e al quale l’Italia partecipa con Asi e Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). Una volta ancorato sulla piattaforma esterna del laboratorio giapponese Kibo, Calet inizierà la sua attività, prevista per la durata di almeno cinque anni, di ricerca e studio della materia oscura, di particelle che arrivano dal cosmo e di rivelazione dei raggi gamma, ovvero dei lampi di luce di altissima energia emessi da fenomeni particolarmente violenti come le esplosioni
di stelle.  ”La missione Calet riveste un grande interesse  non solo per gli aspetti scientifici, ma anche per quelli tecnologici, che
sono estremamente avanzati” osserva Barbara Negri, responsabile Unità osservazione ed esplorazione dell’universo dell’Asi. ”La
partecipazione a questo progetto internazionale della Jaxa  vede coinvolti istituti scientifici italiani e industria nazionale, e rappresenta un’importante ricaduta per le attività spaziali portate avanti nel nostro Paese”.

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