La svolta del nuovo direttore tedesco

Firenze, Uffizi. Eike Schmidt: «I biglietti? Dal cellulare. E affitteremo le sale»

di Redazione - - Cronaca, Cultura, Politica, Top News

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Eike Schmidt, nuovo direttore della Galleria degli Uffizi

Eike Schmidt, neo-direttore degli Uffizi

FIRENZE – Preannuncia una svolta il neo-direttore della Galleria degli Uffizi, il tedesco Eike Schmidt. «Dobbiamo migliorare l’ingresso dei visitatori al museo e diminuire le code, anche grazie alle nuove tecnologie». Schmidt è intervenuto oggi 20 agosto alla trasmissione «Si può fare estate» su Radio 24.

«Ci sono cose interessanti della mia esperienza in America che potrei portare in Italia, adattandoli» ha spiegato. La prima cosa su cui intervenire, ha detto Schmidt, riguarda il fatto che «ci sono spesso tante code davanti agli Uffizi e non è ideale iniziare la visita a un museo con questi capolavori stando in coda per molto tempo. Naturalmente si sono già messi in atto dei sistemi, anche informatici, però c’è la possibilità di migliorare ancora molto. Sono sistemi che ora vanno studiati, per esempio ci sono alcuni musei internazionali che usano il ticket attraverso il cellulare».

Affittare le sale ai privati potrebbe essere un modo per generare introiti con gli Uffizi? «In tutto il mondo si fanno collaborazioni col settore privato», risponde Schmidt a Radio 24,«soprattutto in America è una cosa normalissima affittare o dare la possibilità di usare certe sale dei musei (come a Minneapolis) per eventi privati. Però non esporterei in Italia la cosa così com’è. Questo sarebbe sbagliato. Prenderei il principio e lo adatterei alla realtà italiana, che è diversa. Gli Uffizi sono un museo unico nel mondo, uno dei più antichi al mondo e questo va considerato. So che per questi eventi esiste già un regolamento agli Uffizi, quindi non sarebbe una cosa completamente nuova. Io quando arrivo devo studiarlo per bene, sarà tra le prime cose parlarne con i colleghi perché è una cosa importante».

Infine, una risposta a Vittorio Sgarbi che rispetto alla nomina di Schmidt aveva detto: «è solo un giovane storico dell’arte». «Io giovane? – replica Schmidt – mica tanto così giovane… Ho già 47 anni quindi ho già qualche esperienza alle spalle, direi».

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