I nostri connazionali che hanno ruoli di primo piano nel mondo

Musei: ci sono anche molti italiani che dirigono istituzioni culturali all’estero

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Cultura, Economia

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La National Gallery di Londra

La National Gallery di Londra

ROMA – L’iniziativa del ministro Franceschini, che ha attribuito la direzione di sette importanti musei italiani a  direttori stranieri ha sollevato, a toro o a ragione, un vespaio di polemiche.  Si può osservare però che molti musei o istituzioni artistiche in vari paesi del mondo sono diretti da esperti italiani.

EUROPA – In Europa, ad esempio, si è insediato alla direzione della prestigiosa National Gallery di Londra Gabriele Finaldi,  mentre al vertice della Tate di Liverpool troviamo Francesco Manacorda, già direttore di Artissima, la fiera d’arte contemporanea di Torino. Un italiano, Roberto Contini è curatore alla Gemäldegalerie di Berlino, mentre a capo del Dipartimento di Arte Contemporanea della 21er Haus, sezione del Museo del Belvedere di Vienna, c’è il nostro Mario Codognato. E sempre a Vienna Luca Lo Pinto è curatore alla Kunsthalle. In Olanda Lorenzo Benedetti è direttore del De Appel Arts Centre, centro dedicato all’arte contemporanea; a Rotterdam Francesco Stocchi è curatore nella sezione di arte moderna e contemporanea del Museum Boijmans Van Beuningen. A Parigi, direttore artistico della Monnaie una delle più antiche istituzioni francesi che non produce solo moneta ma anche cultura è Chiara Parisi; a Ginevra, direttore del Centre d’Art Contemporain, c’è invece Andrea Bellini, già direttore artistico di Artissima e del Museo d’arte contemporanea di Rivoli.

STATI UNITI – In America Massimiliano Gioni, è direttore associato e curatore delle mostre al New Museum di New York. Al Met, ossia al Metropolitan Museum troviamo l’eporediese Marco Leona, responsabile della ricerca scientifica. Al Getty Museum di Los Angeles, responsabile delle collezioni di pittura è Davide Gasparotto già direttore della Galleria Estense di Modena.

DIRETTORI – Direttori stranieri in musei italiani non sono poi una novità: nel 1984 il primo direttore dell’appena fondato museo d’arte contemporanea di Rivoli fu l’olandese Rudy Fuchs. E da due anni al Maxxi di Roma c’è il cinese Hou Hanru. A Bologna, alla guida del Mast, museo della fotografia industriale abbiamo lo svizzero Urs Stahel. Questa volta molti crticici, a cominciare da Vittorio Sgarbi, contestano il metodo seguito, un concorso per titoli più un colloquio orale di un quarto d’ora (nel caso degli Uffizi quest’ultimo è stato decisivo per attribuire la direzione a Eike Schmidt; in base ai titoli Natali aveva un punteggio di 83, mentre il neodirettore si fermava a 80). Un metodo che ha consentito in fondo al ministro di scegliere in modo discrezionale i nuovi titolari.

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Camillo Cipriani

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